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Ottobre 29, 2008

PASTORE DIY

Archiviato in: 2.0 — kekko @ 5:08 pm

La chiave di ricerca dell’anonimo navigante, fornita da polaroid, ci mette di fronte ad una chiara realtà: chi considera la pastorizia un settore in via di estinzione farebbe meglio a chiudere quel forno e continuare ad occuparsi d’altro. L’incremento della fotta sociale nei confronti del cibo sano ha ormai definito i confini di un nuovo mercato della qualità alimentare, nel quale l’allevamento industriale in batteria non è contemplato. Il problema legato a tutto ciò è che la pastorizia così come la conosciamo è una sorta di baronato del settore primario, legato a logiche strettamente patriarcali che tramandano l’arte di generazione in generazione di modo che un improvvisato pastore DIY farà sempre fatica a mettere in piedi un’attività altrettanto competitiva. Le skills principali di un pastore infatti sono:
1) la capacità di saper tenere insieme un branco di diversi capi di bestiame in un prato senza che le future bistecche si mettano in testa di andarsene a spasso in giro per posti non appartenenti alla proprietà del pastore stesso e magari venire inopinatamente uccisi da altri prima del tempo;
2) L’expertise necessaria ad approntare un accampamento di fortuna in caso di condizioni meteorologiche sfavorevoli e badando contemporaneamente al branco;
3) L’esperienza che serve a scegliere ed utilizzare un buon cane da pastore;
4) Rudimenti di meccanica per poter aggiustare alla bell’e meglio l’enduro anche in campo aperto, nel caso si usi tale mezzo (cosa che per un pastore ormai pare irrinunciabile);
5) Rudimenti di veterinaria, così da poter impedire la morte prematura di alcune bistecche senza buttar via i soldi per un professionista del settore.
Difficile insomma entrare di punto in bianco e spaccare il culo. Esistono tuttavia diverse sacche di beneficio, specie se sei deciso a diventare pastore DIY per soddisfare il fabbisogno di carne di te e della tua famiglia. Stellina Ichnusa Edizioni, tuttavia, ha dato notizia di voler coprire l’attuale interessa per la figura del pastore DIY e ha deciso di mettere in commercio un vademecum del pastore DIY chiamato Vademecum del Pastore DIY. Prezzo politico, edizione economica. A dicembre nelle migliori librerie.

Ottobre 21, 2008

I FANTASMI SONO I UN ALTRA REALTÀ DOPO LA VELOCITÀ DELLA LUCE

Archiviato in: statements — Tag:, — kekko @ 2:59 pm


È il titolo dell’unica raccolta di racconti mai pubblicata da Mattia Brunico, uno scrittore totalmente folle e sconosciuto. Mattia, figlio di ferrovieri non propriamente allineati con il regime fascista, inizia a scrivere racconti alla fine degli anni venti nella natia Giulianova, città non spesso baciata dal genio (ma nella quale fermano comunque i treni che van da Bologna a Pescara) ed oppressa di buon grado dal regime fascista. Nella più totale libertà artistica Mattia ha inventato un proprio stile fatto di contrapposizioni e cut-up radicali al limite del nonsense, impregnati di un immaginario sessuale grottesco ed assolutamente non in linea con il canone neoclassico del regime, per quanto estremamente crudo e scientista, e spesso estremamente lucido nel definire la condizione della categoria dei ferrovieri di cui anche lui finì per fare parte. Leggendo certe cose di Burroughs tuttavia è assolutamente impossibile non vedere i palesi rimandi a I Fantasmi, autofinanziato dall’autore e ripubblicato da Stransia nel ’49 -quando ormai un altro tipo di conservatorismo, più strisciante ma non meno pericoloso, aveva invaso il mercato letterario italiano- con esiti commerciali talmente disastrosi che iniziarono a serpeggiare voci che identificavano Brunico come il peggio iettatore tra i giovani scrittori italiani, direttamente responsabili del suicidio dell’autore di due anni dopo. Ancor oggi tuttavia la carica eversiva di Esiziale meta per di cui il soporifero negro bilanciato, il più incredibile dei venti racconti contenuti nel volume -l’allucinato resoconto in chiave horror di una notte insonne passata da un soldato di fanteria bergamasco nella campagna di conquista dell’Abissinia. Il grande circolo dei letterati che contano si è ben guardato tuttavia dal pagare pegno all’incredibile genio di Mattia, condannandolo ad un oblio prematuro. Un peccato bruciarsi così il più grande autore italiano tra le due guerre, ma non è forse questa sciattezza il più grande male dell’accademia in Italia?

(grazie ad angelo)

XKE’ I RAGA SFOTTONO LE RAGAZZE?

Archiviato in: domande — Tag:, , — kekko @ 7:03 am

xKè i raga, kara, sono dei pezzi di KAKKA. Ekko xkè. X esempio tu wedi tutti kuei raga ke si mettono a kazzeggiare tra loro x saXe ki ha il kzz + grosso. Ekko, logikamente poi succede ke ki non ha x niente il kzz viene sfottuto il doppio. il mio Konsiglio in merito cmq è quello di FREGARTENE, xkè tanto poi a – ke non sn dei rikkioni i raga alla fine vogliono solo limonare kon le raga. Quindi tanto wale ke te ne freghi e gli dai korda, tanto sn giovani. Ho mal di testa (troppo sbatti).

(tra i referrer di cerkasugoogle)

Ottobre 8, 2008

1,2,3, BUKKAKÈ

Archiviato in: 2.0 — Tag:, — kekko @ 1:50 pm

È l’inizio di una vecchia filastrocca.

1 2 3 bukkakè
la mia crema su di te

la tua chioma rosso fuoco
tutt’a un tratto è rosa fioco

se ti sposti tutt’a un tratto
faccio il bagno al cane e al gatto

tanti amici e la Marianna
golosona della panna

…e un sacco di altre strofe sullo stesso argomento. A me la insegnò il mio amico Alessandro ai tempi dell’asilo, diceva che la cantavano sempre ai pranzi coi parenti. Non ho mai capito bene il senso, credo fosse un’associazione libera. Ora me l’immagino cantata a squarciagola in mezzo al circle pit ai concerti di Andrew WK.

(da qui)

Ottobre 6, 2008

FARSI TROPPE DOMANDE FA BENE?

Archiviato in: domande — Tag:, , — kekko @ 11:59 am

Vorrei che concentrassi la tua attenzione su un lemma in particolare, linkandoti al sempiterno De Mauro e spingendoti a riflettere sul fatto che, come ama ripetere Gerry Scotti, la risposta è sovente contenuta all’interno della domanda. Per mia parte non ho la benché minima intenzione di suggerire indirizzi al significato, magari potrei disquisire per ore ed ore su come e quanto le domande possano essere “troppe”. Spesso la prassi ci viene in aiuto da questo punto di vista: è ragionevole assumere, ad esempio, che allacciarsi le scarpe partendo dalla destra sia equivalente all’opposto (cioè allacciarsele non partendo dalla destra), senza chiedersi ogni volta quale delle due soluzioni sia più proba per il futuro del pianeta terra. Così come viene ad esempio dato per scontato il fatto che una banconota da dieci euro sia pagabile a vista al portatore anche senza che questo sia scritto sopra la banconota stessa, come era ad esempio per il vecchio conio. Pretendere biglietti bancari personalizzati che ovvino a tale mancanza è quasi del tutto impraticabile, avventuroso e generalmente scomodo, così come poco tradizionalmente italiana l’alternativa di un mercato simil-britannico che faccia fede innanzitutto su circuiti di carta di credito. Ci si fida. Spesso ci si ciba di alimenti preconfezionati o comprati al banco del supermerdaio senza leggere per filo e per segno la lista degli ingredienti, fidandosi di norme HACCP e derivati che -in quanto regole- qualcuno potrebbe sostenere siano fatte per essere violate; senza parlare del fatto di saltare a piè pari tutti i nomi di alimenti che non si conoscono, tipo l’acido ascorbico (magari sai cos’è, ma ti sei mai chiesto che sapore ha?) eccetera. Ad esempio le regole del fidanzamento monogamico occidentale tendono a non esser discusse, e fidanzandoti con una nuova ragazza dai per scontato il fatto di avere una sorta di esclusiva sullo status. Chiedersi se la ragazza abbia in corso altre relazioni, tuttavia, è piuttosto salutare. Molto meno è chiederlo a LEI, perchè la donna è per sua natura incapace di non leggere segnali in ogni cosa che esce a casaccio dal tuo cervello, e si sentirà in qualche modo sottovalutata da te –per non dire sgamata se la risposta è affermativa- e in genere da qui in poi sono dolori. Se parliamo di tariffe telefoniche invece è meglio rincoglionire l’operatore che ti contatta di talmente tante domande da indurlo a credere che tu sia, come in effetti sei, un cagacazzo, e magari a rifilarti una tariffa meno pacco di altre per non sentirti mai più. Ma se vuoi una e una sola risposta a questo quesito epistemologico di base, la risposta è NO. Continua pure a sfondarti il cervello di domande, e chiedi a Google il più possibile. Sia mai che prima o poi mi capiti di ricucirti addosso un altro post.

brullonulla, che come sempre vede e provvede.

Ottobre 2, 2008

QUANDO ARRIVI TU AGENTI PIGLIA E FA E ARRIVATO O BELLU DA CITTA

Archiviato in: cronaca — kekko @ 7:35 pm

La domanda è mal posta. Comunque se vuoi saper cose sulla celiachia trovi tutto qui.

(thnx to alterminedelgiorno)

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