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Novembre 18, 2008

FACCIA GONFIA METANO

Archiviato in: il corpo (questo sconosciuto) — Tag:, , , — kekko @ 9:43 am

Appena arrivato nei miei referrer il più bello spin-off delle chiavi di ricerca sull’argomento faccia gonfia, scaturito da questo post. Se ve lo chiedete, alcuni altri sono (a memoria) faccia gonfia miele e allergia faccia gonfia, cose piuttosto sciattine invero. Detto questo, passo ad una veloce trattazione.
Mio caro amico, se stai succhiando gas da una bombola, ehm, credo che al momento il viso gonfio sia l’ultima delle tue preoccupazioni. Forse ti conviene mollare internet e metterti a fare qualcosa di davvero carino e memorabile, tipo dipingere un quadro immortale in meno di sette secondi. Sai la vita: oggi siamo qui, domani chi lo sa. Ti consiglio comunque di non provare a fumarti un’ultima sigaretta (lo dico per quelli a cui tocca pulire dopo).

Novembre 13, 2008

VESTITO PER ANDARE A UN CONCERTO

Archiviato in: 2.0 — Tag:, , — kekko @ 2:38 pm

(so che è una chiave già parzialmente sfruttata, ma stanno bombardando di richieste le mie statistiche)

Ed è vero. è un problema. Sempre più difficile è scegliere il logo da sfoggiare con orgoglio ai concerti, perchè la musica ormai è affare davvero di tutti.

Lanciare un messaggio tranciante non basta più.
La maglietta di Superman non basta più.
La maglietta figa dei Motorhead comprata ai banchetti dell’usato (apposta per far vedere ai vostri amici che li ascoltate da prima che esistessero gli hawkwind) non basta più.
La maglietta dei Beatles ai concerti degli Slayer non basta più
La maglietta dei Naked City ai concerti dei Matmos non basta più.
Sono tempi di apertura mentale.
Sono tempi dove ognuno deve far sapere di essere più eclettico e trasversale.
Per venire incontro a questi tempi ci sono due modi:

1) giri con la maglietta di Fastweb sperando che la gente colga l’ironia.

2) Energumen Industries (io) ha lanciato come una bomba sul mercato un nuovo concetto di abbigliamento:

la TWI-SHIRT.

la Twi-Shirt, stampata artigianalmente in serie limitata (se volete ci scrivo pure il numero sopra con i colori a stoffa) e attenta al reale bisogno di mostrare da SUBITO, sotto al palco a qualsiasi concerto, un chiaro spettro di cosa ascolto io a casa, senza che tu mi possa prendere per un metallaro ritardato o per un gay-popper.

il primo take della twi-shirt è una serigrafia Coldplay/Burzum che potete trovare a QUESTO indirizzo.
il secondo take è la maglietta Agathocles/MGMT che vedete qui sopra. Accetto ordini alla mia solita mail, e c’è uno sconto se assieme all’ordine mi mandate una chiave di ricerca davvero figa. I prossimi take in commercio saranno Crass/Myspace, BarackObama/FlavioBriatore e Madonna/Racebannon. Restate sintonizzati.

Novembre 10, 2008

l’ano non si stringe più

Archiviato in: il corpo (questo sconosciuto) — kekko @ 3:14 pm

Son cazzi.
(ok, era scontata)

(su csg)

Novembre 7, 2008

WILLY COYOTE è LA METAFORA DELLA VITA

Archiviato in: metafore — Tag:, , — kekko @ 10:51 am

Sì, e a giugno uscirà per Bompiani il manuale Come leggere Eugenio Finardi, tardivo omaggio al pensatore. Non so se Angelo (fornitore della chiave) è d’accordo con me su questo punto, ma io mi sono sempre chiesto come mai questo particolare aspetto ha incontrato sempre così tanto la fantasia popolare, come se la massima espressione artistica del concetto di esistenza fosse un coyote nudo che insegue uno struzzo altrettanto nudo per farselo alla griglia, spendendo miliardi di dollari in dinamite invece di mettersi a sgranare anacardi od emigrare in terre dove ci sia Burger King. E se si sta parlando di una dinamica hobbesiana e/o primitivista, è roba che viene superata a destra da Dick Dastardly e il Piccione Viaggiatore, che introduce un elemento di sadismo e crudeltà del tutto assente nel cartone di Wile E.Coyote, ed inserito nel contesto delle Wacky Races veniva introdotto esplicitamente l’elemento sessuale nella misura in cui si sarebbe voluto fare Penelope Pitstop (elemento che in Wile E.Coyote è solo suggerito, nei termini di una disgustosa zoofilia per la quale il miglior Salvatore Quasimodo avrebbe probabilmente avuto parole infuocate). Come a dire insomma che in un processo di sospensione dell’incredulità a passo zero come può essere un prodotto destinato ai bambini, tutti i cartoni animati e le serie televisive hanno in qualche misura un certo grado di verosimiglianza e finiscono per essere parabola dell’esistere dell’individuo, con la significativa eccezione di McGyver (la più produttiva fabbrica di handicappati morali dagli anni ottanta ad oggi: conosco decine di persone che hanno smesso qualsiasi forma di autostima da quando è fallita nel tentativo di far esplodere il proprio palazzo con un litro di succo di pompelmo) Esistono tuttavia alcuni insegnamenti che è possibile trovare in Wile E.Coyote e persino io ho applicato alla vita di tutti i giorni, con risultati estremamente positivi:

1) non cazzeggiare con binari, bolas e boomerang, né con qualsiasi altro utensile il cui nome inizia per B.
2) il BEEP BEEP è un suono estremamente arrogante e fastidioso, e come tale va eliminato quanto più possibile dall’umano senso (il mio cellulare ad esempio ha solo la vibrazione)
3) i prodotti acquistati per corrispondenza funzionano male. Timer difettosi, nessuna conformità alle legislazioni vigenti, specie le leggi della fisica, problemi con l’imballaggio e con le micce.
4) gli erbivori tendono ad essere delle supponenti teste di cazzo (un’importante considerazione prima di scegliere il vegetarianesimo).

Novembre 4, 2008

teaser

Archiviato in: domande — Tag: — kekko @ 8:26 am

ot, ma nondimeno.

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