AVOCADO BUKKAKE

di FF

È, o non è, una variante caraibica del più ingente contributo giapponese al coacervo contemporaneo di perversioni sessuali più o meno documentate in video di tre minuti in giro per la rete. Un rito pagano compromesso ed incredibilmente vivo, consumato in certi circoli esoterici i cui membri sono stati finora tanto scafati da non lasciar tracce di sé nei motori di ricerca.
Curioso in ogni caso apprendere da Wikipedia che la persea americana, oltre a crescere su alberi che possono raggiungere i venti metri e che non sopportano temperature sotto i 4°C (da cui appunto la sua diffusione in climi tropicali), ha un frutto classificato come monosperma (qualsiasi cosa significhi). Il che si suppone essere stato cautamente ponderato, come una sorta di epifania della transustanziazione nel momento in cui la persea diventa indiscusso protagonista del rituale più polisperma del porno contemporaneo. Consiglio dunque caldamente la frequentazione di un Avocado Bukkake Party a qualunque eracliteo contemporaneo fissato con le camicie hawaiane ed i viaggi caraibici, anche se alle volte per trovare gli Avocado Bukkake Parties più puri e devastanti occorre spingersi decine di miglia fuori dei villaggi turistici di residenza, mettendo a repentaglio la propria vita e rischiando una morte ignominiosa nel chiedere indicazioni agli indigeni (pare che qualcuno non la prenda con umorismo insomma). E occorre sempre ricordare che esiste tutta una sottocultura di fruttariani e/o crudisti che vedono di cattivissimo occhio le offese che molti dei maschi coinvolti nei rituali di cui sopra rivolgono impietosamente al povero avocado con il tipico tenore che la svilente pratica del bukkake considera necessario nei confronti del passivo (sia esso donna, capra o avocado appunto). Ricordate quindi, nel volerne organizzare di caserecci, di abbassare le tapparelle. La vista di voi che venite addosso all’avocado ansimando “te la devi magnà, troia!” potrebbe essere presa piuttosto male dai vostri vicini.

su brullonulla.

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