ALBERTO TOMBA AUTOBIOGRAFIA

di FF

Purtroppo, dopo una ricerca tra i principali motori di ricerca di libri mondiale, pare che nell’opus magnum degli scritti di Alberto Tomba non esista un’autobiografia. Alberto Tomba, se non lo sapete, è un incredibile atleta di Castel de Britti, uno sciatore di prima forza che tra gli ’80 e i ’90 fece sognare milioni di platee e fu in grado con la sola forza delle sue discese di riportar fede nell’Italia dello sci e, nelle parole di un mio parente che non nomino, “far tornare gli atesini nel buco del culo del mondo da dove cazzo son venuti” -mi sia concesso il linguaggio colorito, era semplicemente l’orgogliosa presa di posizione di un contadinotto romagnolo contro lo strapotere della falange bolzanese nelle classifiche italiane dello slalom, non sempre accompagnato da un’adeguata padronanza della lingua italiana e spesso inficiato dai non troppo nascosti desideri di anschluss all’Austria di alcuni tra i più turbolenti abitanti della zona.
L’assenza di un’autobiografia è in effetti difficile da accettare, ed è probabilmente da imputare allo scarso interesse dello stesso acchè la propria esistenza sia messa sotto i riflettori in altre dimensioni che non fossero quella delle sue vittorie, scelta probabilmente giustificata nonostante -almeno- una non disprezzabile performance di attore possa essere annoverata nel suo CV; o probabilmente alla mancanza di tempo materiale per scriverne una. Aggiungiamo, se mi si permette, la nota avversione di Alberto nei confronti della carta stampata, testimoniata da una serie di episodi incresciosi di scontri con giornalisti e suggellata da una bellissima lettera aperta sul sito ufficiale del campione, alla quale personalmente affido tutto il buono dei ricordi di pomeriggi e serate passati con il fiato in gola in attesa di rimonte epocali che alle volte sono arrivate e hanno fatto piangere dalla gioia me e mio padre, stretti in abbracci che la mia età maggiore ha poi voluto esaurirsi. Per quanto riguarda le note di colore, tuttavia, esiste -suppongo sia- una biografia scritta da Enrico Crespi e Giorgio d’Urbano (pare, quest’ultimo, ex-preparatore atletico dello stesso Tomba) intitolata Il Re delle Nevi ed uscita per Paoline Editoriale Libri, che non son riuscito a capire se abbia a che fare con le Edizioni Paoline o no. Ma pensare ad un link tra la messa domenicale ed Alberto Tomba è assolutamente, come amo dire, figoso.

su enver.

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