MA JIM MORRISON FA PIÙ PARTE DEL DADAISMO O DELLA POP ART?

di FF

Caro navigante, non vorrei esser preso per qualcuno che sa qualcosa di arte contemporanea MA penso che un’opera d’arte stampata in milione di copie (come nel caso dei dischi dei Doors) sia decisamente riconducibile a qualche caposaldo ideologico della pop art. D’altro canto Dada fu movimento talmente permeante ed invasivo che persino uno come Jim Morrison potrebbe averci avuto a che fare -per esempio, non so, infilandosi un manico di scopa su per le chiappe e considerandolo un gesto di qualche valore ideologico/artistico. Va detto tuttavia che Jim Morrison amava considerarsi, in maniera se vogliamo anacronistica, una sorta di poeta maledetto dell’America degli anni sessanta. Ed è qualcosa che va benissimo finchè hai sedici anni o meno, età anagrafica in cui te ne puoi sbattere violentemente il cazzo sia di Dada che della pop art, dopodichè (già negli anni della prima maturità) la poetica visionaria e disturbata del Re Lucertola comincia a sembrare soprattutto la posa di un alcolizzato depresso morto giovane e travisato da generazioni di gente scoppiata peggio di lui -e io preferisco di molto la brillante poetica dell’abbrutimento del corpo e dello spirito di un OzzyOsbourne/LemmyKilmister, e persino le seghe mentali berlinesi bsx a poco prezzo della triade IggyPop/DavidBowie/LouReed, che almeno nell’ultimo caso dei tre era sponsorizzata da Andy Warhol e quindi pop art per questioni parentali. Il tutto senza voler inficiare il valore intrinseco di certe suite psichedeliche della band di cui Jim Morrison fu leader carismatico, ma certamente il primo impulso di fronte ad una domanda del genere è quello di correre su google e rintracciare qualche omonimo artista contemporaneo, magari segnalato in una pagina di disambiguazione su Wikipedia (scoprendo tristemente che sì, il quesito riguarda proprio una puntuale collocazione del cantante dei Doors all’interno delle correnti artistiche del novecento). Per parte mia la cosa più dada che posso immaginare ad argomento Jim Morrison è il giudizio silenzioso quanto impietoso di Tristan Tzara e Man Ray in questo incredibile scatto, immaginando (tradito dalla cronologia) che i due sodali siano stati immortalati pochi secondi dpop aver ascoltato qualcuno declamare uno degli aforismi di Jim, raccolti in una qualsiasi delle innumerevoli pagine internet ad essi dedicati. Qualcosa tipo “A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo”.

su brullonulla.

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