COME CERCARE LE COSE SU GOOGLE

di FF


(clicca per ingrandire)

Partiamo dal fatto che se vai su Google, seguendo il link, ti troverai una pagina non dissimile da quella che vedi tagliata nell’immagine sopra.
Il campo 1 è quello nel quale digiterai le parole chiave per la tua ricerca. Suggerimenti: Google non s’incaponisce sull’etichetta, quindi non è necessario chiedere le cose mettendo un punto interrogativo alla fine né chiederlo per favore né strozzare la frase a furia di imperfetti e condizionali come facciamo in Romagna quando non vogliamo sembrare dei pezzenti (con scarsi risultati, nel caso concreto). Nell’avventurarsi in un motore di ricerca, ad ogni modo, devi avere una vaga idea di come ci si muova nel complicato labirinto della lingua, sapere cosa si intenda per connotazione o denotazione, persino cosa si intende per parola chiave. E via di questo passo. Naturalmente non è necessario far parte dei Garzoni dell’Infarinato per scovare notizie in merito all’ultimo disco di Syria o alla morte di Alessandro Magno, ma dipende da quanto saranno essoteriche od esoteriche le ricerche nelle quali vorrai avventurarti. Nel senso: una ricerca molto puntuale dà molti meno risultati di una ricerca più generica, ma nel secondo caso dovrai districarti tra una serie di risultati non-inerenti che potrebbero farti prendere male e portarti lontano dalla soluzione al tuo quesito specifico -e nonostante quel che dicono in giro, l’esempio fatto poco sopra ci dice che non è possibile trovare risposta a tutto nemmeno su internet.
Il campo 2 è il tasto da cliccare (o clickare) dopo aver digitato la domanda -se non hai voglia di premere INVIO, che è equivalente. In alternativa puoi cliccare il tasto di cui al campo 3: Google non ti manderà ad una lista di opzioni suggerite dal motore di ricerca bensì ti rinvierà a quello che è il primo sito internet nella lista di Google corrispondente alla chiave di ricerca inserita. Può funzionare, ma perché togliersi il piacere di valutare una scelta? Risposta: per vedere cosa può succedere nel momento in cui la scelta mi è negata. Alcuni usano il tasto “mi sento fortunato” come un vero e proprio punto fermo della loro dialettica: a me va benissimo, ma non necessariamente al resto del mondo. Le scelte di cui al campo 4 sono ben intuibili: puoi cercare le cose su tutta la rete, in pagine italiane o in pagine in italiano -resta da comprendere la sottile distinzione -di stampo marcatamente individualista, se lo chiedete a me- alla base della distinzione tra la seconda e la terza voce. Probabilmente si tratta del retaggio anglofono di Google, poiché la distinzioni tra pagine inglesi e pagine in inglese è decisamente più marcata -ma anche sticazzi, insomma.
Il resto dei campi, dal 5 al 12, è soprattutto riservato al tuo piacere personale e/o alla capacità di realizzarti cazzeggiando con le opzioni di ricerca. Sono strumenti per evitare che la ferrea matematica di Google dia precedenza a certi risultati piuttosto che ad altri secondo criteri di ordinamento che puoi non condividere, così che sarai tu ad impostare questioni chiave riguardo alla pertinenza o meno. Lunga storia, e andando avanti scoprirai per filo e per segno di cosa sto parlando. Mi chiedo solo, fuori dalle telecamere, perché cerchi su Google come cercare le cose su google. Oltre che per sfottere me.

(da QUI. sono orgogliosissimo, in effetti.)

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