VESTITO PER ANDARE A UN CONCERTO DEI RADIOHEAD

di FF

Da diverso tempo ho deciso che le mie frequentazioni di kermesse da stadio/auditorium e quant’altro si debbano svolgere in condizioni di sostanziale impermeabilità nei confronti della maleducazione agreste del tipico avventore da concerti della morte e del vaffanculo con ventimila anime in pena pressate l’una ai sudori fetenti dell’altra che applaudono ogni scorreggia del supereroe che per vedere han pagato quaranta euro -più almeno altrettanti in benzina ed autostrada, senza contare la cifra a spendersi in alcolici e droghe leggere. La mia idea in proposito è di reinventare la propria figura così da far coincidere ostruzionismo e costruzionismo: camicia ben inamidata, pantaloni lunghi, scarpette a modo, barba rasata di fresco, capelli pettinati. Niente droghe, giusto un paio di birre se capita di voler stare bene. Trucco agevole ancorché non eccessivo per le ragazze, vestitini leggeri e voce bassa. Buttate le spillette giù per la tazza del cesso qualche ora prima di partire, così da non cadere in tentazione. Quando ero ragazzo imparai da un mio coetaneo che mettere ad un concerto la maglietta del gruppo che suona è da terroni; non ho ben idea di cosa significhi, ma ho sempre rispettato l’assioma. In fin dei conti -pensateci- il vostro mestiere dell’appartenenza ad un concerto di Vasco* è già ampiamente dimostrato da quell’orribile bandana in poliuretano espanso che portate sulla fronte a proteggervi dai colpi di calore e a massacrarvi la fronte di brufoletti da sudore. Potreste addirittura amare un altro gruppo al mondo, intendo. Indossatelo ed evitate le magliette con stampa plasticosa di due metri quadri. Indossate Burzum ai concerti di Coldplay (Burzum funziona sempre un sacco). Un’altra splendida idea, parlando in particolare di Radiohead, è stampare magliette antagoniste e magari venderle sottobanco in mezzo al pubblico, un bel logo a caratteri cubitali concepito per l’occasione e recante messaggi di scriteriato antagonismo ex-ante. Tipo ad esempio

o meglio ancora

Diamo comunque per scontato, mio/a anonimo/a amico/a, che la sfrontata ineleganza casual dello stile baggy degli abiti di scena di Thom Yorke e compagni ti dia il permesso di andare ad un loro concerto vestendoti come cazzo preferisci, o anche nudo/a come un bruco, senza destare troppo scalpore. Buon concerto.

*Rossi.

su stereogram.

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