COSA FARE SE LA RUOTA DEL CARRELLO DELLA SPESA SI BLOCCA

di FF

Per intanto faccio mio il consiglio della centralinista della salsa Worcestershire nel primo speciale Halloween di South Park: non perdete la calma e non mettetevi a decapitare zombie a destra e a manca. È la prima regola.
La seconda regola è quella di contestualizzare l’incidente, così da individuare al meglio possibili vie d’uscita dall’impasse. Per capirci: un problema è se la ruota si blocca mentre passeggi disinvolto e svagatissimo in giro per il centro commerciale fingendo di non notare la mammina trentasettenne dalle tette grosse sei metri avanti a te; un altro problema è se si blocca una ruota del carrello mentre ti stai lanciando da una strada in discesa in qualche deserta zona residenziale periferica della tua cittadina dentro un carrello della spesa, magari facendo a gara a chi arriva prima a terra tra te ed alcuni amici ancor più decerebrati di te –magari facendo a gara. Nel primo caso è un problema d’impaccio o al limite d’impiccio, e comporta semplicemente un certo grado di goffaggine improvvisa che renderà più difficile portare a letto la mammina; nel secondo caso è un problema di incolumità personale e va risolto nel giro di circa un secondo. Nel primo caso si agisce sul problema in sé, nel secondo sulle conseguenze indirette della cosa –fratture, escoriazioni, una testa di cazzo che si rompe e cose del genere. E via di questo passo. Di per sé, anche fuori di esempi tanto aleatori, è necessario comunque contestualizzare maggiormente anche il problema della rottura dal punto di vista puramente descrittivo. Come ben sapete infatti, parlando di assetto delle ruote esistono diversi tipi di carrelli, classificabili principalmente in tre grandi macro-categorie. Delle quattro ruote di cui il carrello della spesa-tipo è provvisto possono esserci due o quattro ruote in grado di curvare (assecondando la curvatura del piano in cui il carrello corre e la direzione imposta dalla mano che lo guida), e se ce ne sono due possono essere le due anteriori e le due posteriori –fermo restando che la maggior parte degli esercizi, soprattutto se parliamo di carrelli-spesa leggeri da supermercato e non di carrelli da carico tipo magazzini cash’n’carry (per delucidazioni sulle differenze consiglio molto il portale carrelli.it), preferisce oggigiorno orientarsi su carrelli con quattro ruote in grado di curvare (mi perdonerete se non conosco il termine tecnico per definirle). La differenza tra ruote fisse e ruote girevoli –in senso orizzontale- è importante sia per definire la gravità dell’incidente in sé che per definire il luogo d’origine del danno. Nel caso di una ruota fissa è piuttosto ragionevole pensare che il problema origini dal mozzo, probabilmente un pelo di caprone s’è ad esso impigliato ed impedisce lo scorrimento delle ruote. Altrimenti è necessario precisare se il bloccarsi della ruota in questione è il bloccarsi della dinamica di base (cioè del girare della ruota stessa) o se piuttosto si sia bloccata la ghiera che permette alla ruota di curvare. In un caso o nell’altro, in ogni caso, la maggior parte delle situazioni in cui vengono usati carrelli da spesa, superfici pavimentate e velocità moderata, consente agevolmente di fermarsi, chinarsi un paio di secondi (ma attenzione a lasciare i vostri effetti personali incustoditi sul carrello mentre state piegati, specie se siete affetti da disturbi percettivi quanto lo sono io: potrebbe arrivare chiunque e fregarveli poco sopra il vostro naso, comprarsi una cassa di grappa con i vostri contanti non-rintracciabili e brindare alla facciaccia vostra fino al coma etilico) e verificare il danno in essere. se si tratta di un chicco di caffè presente nell’ingranaggio potrete senz’altro rimuoverlo a mani nude, o al limite usando una delle chiavi del vostro mazzo –il mondo è pieno di igienisti, e qui non si discrimina nessuno. Se il problema invece è la rottura di uno dei componenti, potrebbe essere un vostro diritto/dovere segnalarlo al direttore del supermercato, ma molti di essi sono personaggi con la puzza sotto il naso che vedono di cattivo occhio chi interrompe il loro lavoro di pianificazione con quelle che considerano facezie. Potreste addirittura uscire dal supermercato, prendere un altro carrello e lasciare il carrello disastrato in mezzo alla corsia come se non fosse un problema vostro –soluzione all’italiana. Per quanto mi riguarda è una soluzione a costo zero: Dalle parti del 2000, sto tirando ad indovinare sulla data, Conad regalò per natale ai suoi clienti un portachiavi agganciato ad una moneta finta con la quale potevasi estrarre il carrello dal gancetto senza dover tenere l’euro di cauzione che di solito occorre versare. Se per voi invece perder quella moneta possa essere in qualsiasi modo deleterio/infausto/sconveniente, dovrete in qualche modo arrancare con il vs. carrello danneggiato fino alla rastrelliera dove l’avete comprato, riporlo come se non fosse un problema vostro –all’italiana– e dirigervi fischiettando verso l’auto con la vostra spesa. E se posso permettermelo, mi auguro che anche la busta di plastica sia bucherellata, si sbraghi a metà strada e vi costringa ad un’enorme figura di merda nel parcheggio.

su einvece.

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