COSA POSSO FARE QUANDO NON C’È NIENTE DA FARE?

di FF

Questo è il tipico esempio di usare Google in modalità ultimate resource. La risposta comunque è NIENTE. Scusa se te lo dico così, ma se le definizioni che usi sono stringenti e puntuali il senso della frase è chiaro ed inequivocabile. Non c’è niente da fare e quindi non puoi fare niente. Quello su cui comunque dobbiamo davvero discettare quanto prima è la reale possibilità che esistano situazioni in cui non ci sia davvero nulla da fare, rimanendo nella sfera della normalità e dell’esistenza: a titolo di esempio mi ero figurato una situazione di assoluta immobilità, tipo venire legato e seppellito nel bel mezzo del deserto del Sahara con solo la testa fuori, in attesa di morire per un’insolazione o quel che è. Ma ho pensato che anche in quel caso, tanto per dirne una, puoi metterti a sbattere i denti in maniera ritmica cercando di diventare abbastanza bravo da assegnare un suono diverso ad ogni dente che sbatte sull’altro e riuscire a simulare quasi alla perfezione una batteria –magari affinando la propria abilità nel corso del tempo cercando di imparare con i denti delle tracce di batteria sempre più complicate. Se riescono a liberarti dalla situazione puoi andare anche a uno di quei programmi tipo la Corrida a suonare la batteria jazz con i denti, e magari concedere qualche intervista raccontando la tua storia di sopravvivenza attraverso l’arte alla Antoine De Saint-Exupery. Parlando di esperienze personali, l’unico momento della vita in cui mi sono trovato in una situazione simile che ricordo, a parte le visite dal medico (ma spesso puoi trovare in sala d’aspetto riviste di gossip vecchie di due anni), è stato una volta mentre con un amico mi sono trovato ad attenderlo in bici davanti a casa di un tizio da cui doveva comprare un joystick. In buona sostanza me ne sto lì, dice che ci mette due minuti e invece rimane dentro un’ora. Così, senza nulla in tasca né niente, decido di impiegare il tempo libero a cercare di imparare a sputare come un vero uomo. Sai quel modo pauroso di sputare come quelli che masticano tabacco, a getto d’acqua. Mi metto a produrre saliva e ne mollo uno, ma non mi soddisfa. Così riprovo. Nel frattempo ne sparo uno un po’ più piccolo. Dopo un po’, visto che non riesco a sputare a getto in maniera soddisfacente (anche perché se sputi trenta minuti a fila ti rimangono solo delle sacche di saliva totalmente insufficienti), provo a disegnare alcune costellazioni. Quand’ero ragazzino le conoscevo tutte, adesso riesco solo a ricordare cassiopea orione e i due carri. Comunque cerco di riproporle in una condizione dinamica, con il dragone che passa in mezzo agli altri e tutto quanto. Sono abbastanza avanti nell’opera, fermo restando che per un paio di stelle ho sbagliato clamorosamente la mira, quando il mio amico torna. Guarda per terra sconvolto e non nasconde l’approvazione: avevo coperto qualcosa come tre metri quadri con la mia saliva. E valeva anche come rimprovero per il tempo che aveva impiegato. Tanto per dirne una.
In ogni caso, sono convinto che nel dire “non c’è niente da fare” ti riferisci ad una serie di situazioni in cui semplicemente non stai studiando né lavorando e papà non ha tempo per portarti a Gardaland né niente. In questo caso suppongo dipenda dal budget a tua disposizione, ma per queste specifiche condizioni l’umanità ha inventato modi di passare il tempo chiamati, appunto, passatempo. Vale a dire un’attività qualsiasi, possibilmente animata da una logica incrementale. Perlopiù inutile, anche se magari non esplicitamente dannosa (alcuni miei amici da piccoli passavano i pomeriggi ad incendiare benzina e alcool, e come cosa è divertente anche se non propriamente sicura o costruttiva). Elenco parziale: disegnare, scrivere cose, legger libri, fare un solitario, collezionare insetti morti, scaricare software inutili, riordinare casa, fare costruzioni con gli stuzzicadenti, fare tirassegno su bersagli inanimati con la pistola ad aria compressa, costruirsi un corpo da culturista a forza di ginnastica, dipingere le pareti di camera tua, incidere i mobili vittoriani della camera da letto dei tuoi con un coltello da cucina (sconsigliato), correre in bici, usare uno skateboard, imparare a suonare uno strumento, montare un canestro sul muro esterno di casa, guardare film all’impazzata, imparare a far foto con il cellulare, dar calci contro il muro a piedi nudi, imparare una danza, tirar sassi alle lattine, iscriversi ad una polisportiva, comprare un boomerang, imparare qualche trick con lo yo-yo (molto carino, per molto tempo lo portavo in giro –tanto per fare qualcosa mentre passeggiavo), telefonare alla tua più cara amica e fare gossip spinto per tutto il tempo (consigliato avere una tariffa flat), e via di questo passo. Oppure starsene stesi a riflettere su cose guardando il soffitto della camera da letto e cercare di arrivare ad un nuovo stato di coscienza. Magari prendendo appunti di tanto in tanto.

un altro grazie a simplygiulia.

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