CHI SA SPIEGARE IL SUCCESSO DI FRANCESCA SENETTE?

di FF

Francesca in persona sa spiegare se stessa con una certa eloquenza, annunciandosi con un sito ufficiale dinamico e divertente che snocciola in apertura una serie di features elencate dalla stessa Francesca in prima persona e –se vogliamo- piuttosto confusionarie nel mixare sostantivi ed aggettivi senza soluzione di continuità. Purtroppo non potrei dire di essere un fan di vecchia data di Francesca Senette, per evidenti ragioni di contesto (leggo essere Francesca uscita allo scoperto come presentatrice del TG4, e non sono un cultore enciclopedico di tale testata –eccezion fatta per certi exploit di Emilio Fede). L’irresistibile ascesa della commentatrice di Tradate (VA), in ogni caso, ha il profumo di una nobile esperienza di gavetta e sudore: otto anni alla corte di Emilio dopo essere stata da lui notata ad Antenna 3. Per un totale di una decina di anni e passa, suppongo, prima di vivere un successo in solo come futura commentatrice dei cazzi altrui in un seminuovo format televisivo che da settembre inizierà ad andare in onda al posto dell’Italia Sul Due (sempre che io abbia capito bene). Una storia un po’ DIY, aiutata da un certo grado di fortuna ma sostenuta con un alacre lavoro di difesa della propria posizione e del proprio rango. Se lo chiedete a me, insomma, al primo impatto Francesca sembra essere dotata di quel fascino perverso della non-più-ragazza che si è fatta da sé e non deve chiedere mai, ed ha pure le palle di non nascondere la propria incompetenza in materia di Kierkegaard e porno (due materie di cui non so un cazzo nemmeno io, per cui la giustifico) mettendo in streaming nel proprio sito ufficiale uno scherzo a lei fatto e che trovate anche –in alternativa- su youtube. Brillante esempio di dinamismo ed inquadramento, probabilmente necessario alla sopravvivenza all’interno dei canoni televisivi del nuovo millennio e funzionale ad esaltare la figura professionale più classica e se vogliamo accademica di giornalista, presentatrice, madre e cultore della materia in Comunicazione Pubblica e Istituzionale, Scienze della Comunicazione all’università Statale dell’Insubria di Varese. E ammetto di essere su questo particolare punto un poco invidioso nei suoi confronti: io non sono stato nominato cultore della materia in niente, non che abbia interessi di alcun tipo ma mi farebbe piacere che un giorno qualche istituto di istruzione superiore –magari di antica costituzione- mi faccia l’onore di tale titolo personale, nella prospettiva di una cerimonia in pompa magna potrei bypassare il mio disprezzo per l’accademia e farmi invitate. Comprendo comunque il dubbio di chi pone la domanda: in fin dei conti lo stile di Francesca NON È quello della classica superfiga gerontofila da operetta immorale che si suppone affollare certi ambienti del giro Mediaset, con un quoziente intellettivo non tracciabile e il solo talento intellettuale di saper indovinare l’ammontare del conto in banca di un maschio dal taglio di capelli. L’unica cosa che Francesca Senette ha in comune con loro è un aspetto fisico del tutto rilevante. Nella vita, tuttavia, è sposata ed ha una figlia che chiama per nome in un sito pubblico, cosa che fa molto focolare domestico e la mette in pole position nell’indice di gradimento delle casalinghe (il principale target di una trasmissione che discetta dei cazzi della gente il pomeriggio di RaiDue). Il fascino del marito, in aggiunta, rischia di far sembrare Francesca una donna di tutti i giorni (ma non dovete credere a me): di nome Marcello Forti, di mestiere imprenditore di spicco della ristorazione milanese bene (cioè un magnate del magnà), uomo di appena un paio d’anni più vecchio di lei ma con le idee già chiare. Gentiluomo di rango, e sostenitore di una nuova idea di ristorazione più dinamica e fashionable. Lo scopro protagonista di una bonaria invettiva contro i camerieri ciccioni in un’intervista de Il Mangione, ed indiretto responsabile di una diatriba all’interno del forum dello stesso portale. Come a dire uno che non te la manda a dire, un pater familias dei bei tempi andati che esalta il mio culto della personalità rendendo quasi nulla la mia gelosia per il fatto che sua moglie sia quasi mia coetanea ed assoltamente fidanzabile –se non fosse per il fatto che limito le mie frequentazioni varesine al minimo indispensabile. Se volete un altro argomento, nel menu online di uno dei ristoranti di mr. Forti sono citati proverbi in dialetto milanese tipo tegnì un oeucc al fat e l’olter a la padella o la bucca lè minga straca se la sa nò de vaca, che non so tradurre al 100% ma già amo alla follia. Ed è tutto rispetto che per transfert va a posarsi sulla figura di mrs. Senette.
A completare il quadro di una figura dinamica ed attenta, il riferimento nel sito di Francesca ad un blog –purtroppo al momento inesistente- incentrato su stile e tendenze, altre due cose di cui non so una sega ma che mi interessano in linea di principio. Del blog sappiamo solo attraverso il link che si chiamerà Birkin, come la tipa che si scopava Gainsbourg negli anni del primo appannarsi delle prestazioni, e che cita un maitre à penser del pret à porter come Coco Chanel per dare da subito il tono giusto e scarsi dubbi sul fatto che i contenuti dello stesso saranno rilevanti. Se mi manda una mail con il Feed RSS, magari, facciam prima.

brullonulla fornisce la chiave e cambia host.

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