FARSI TROPPE DOMANDE FA BENE?

di FF

Vorrei che concentrassi la tua attenzione su un lemma in particolare, linkandoti al sempiterno De Mauro e spingendoti a riflettere sul fatto che, come ama ripetere Gerry Scotti, la risposta è sovente contenuta all’interno della domanda. Per mia parte non ho la benché minima intenzione di suggerire indirizzi al significato, magari potrei disquisire per ore ed ore su come e quanto le domande possano essere “troppe”. Spesso la prassi ci viene in aiuto da questo punto di vista: è ragionevole assumere, ad esempio, che allacciarsi le scarpe partendo dalla destra sia equivalente all’opposto (cioè allacciarsele non partendo dalla destra), senza chiedersi ogni volta quale delle due soluzioni sia più proba per il futuro del pianeta terra. Così come viene ad esempio dato per scontato il fatto che una banconota da dieci euro sia pagabile a vista al portatore anche senza che questo sia scritto sopra la banconota stessa, come era ad esempio per il vecchio conio. Pretendere biglietti bancari personalizzati che ovvino a tale mancanza è quasi del tutto impraticabile, avventuroso e generalmente scomodo, così come poco tradizionalmente italiana l’alternativa di un mercato simil-britannico che faccia fede innanzitutto su circuiti di carta di credito. Ci si fida. Spesso ci si ciba di alimenti preconfezionati o comprati al banco del supermerdaio senza leggere per filo e per segno la lista degli ingredienti, fidandosi di norme HACCP e derivati che -in quanto regole- qualcuno potrebbe sostenere siano fatte per essere violate; senza parlare del fatto di saltare a piè pari tutti i nomi di alimenti che non si conoscono, tipo l’acido ascorbico (magari sai cos’è, ma ti sei mai chiesto che sapore ha?) eccetera. Ad esempio le regole del fidanzamento monogamico occidentale tendono a non esser discusse, e fidanzandoti con una nuova ragazza dai per scontato il fatto di avere una sorta di esclusiva sullo status. Chiedersi se la ragazza abbia in corso altre relazioni, tuttavia, è piuttosto salutare. Molto meno è chiederlo a LEI, perchè la donna è per sua natura incapace di non leggere segnali in ogni cosa che esce a casaccio dal tuo cervello, e si sentirà in qualche modo sottovalutata da te –per non dire sgamata se la risposta è affermativa- e in genere da qui in poi sono dolori. Se parliamo di tariffe telefoniche invece è meglio rincoglionire l’operatore che ti contatta di talmente tante domande da indurlo a credere che tu sia, come in effetti sei, un cagacazzo, e magari a rifilarti una tariffa meno pacco di altre per non sentirti mai più. Ma se vuoi una e una sola risposta a questo quesito epistemologico di base, la risposta è NO. Continua pure a sfondarti il cervello di domande, e chiedi a Google il più possibile. Sia mai che prima o poi mi capiti di ricucirti addosso un altro post.

brullonulla, che come sempre vede e provvede.

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