“VASCO BRONDI” CULO

di FF

bolletta (una bolletta della luce manifesta il proprio dissenso contro Vasco Brondi)

Entrando in treno, nelle nostre periferie lunari. Le cicatrici sui volti dei maghrebini distrutti. Come dei paracarri. come i nostri sentimenti computerizzati. Per incontrarti su internet dopo tredici ore che lavori. E dici che quando torno dobbiamo farci gli esami del sangue. Le nostre anime inaccessibili le abbiamo intossicate. Le nostre scenografie non sono ancora crollate. e la visita te l’hanno fissata tra tre mesi. intanto dici che è meglio se non scopiamo o se scopiamo il meno possibile. più o meno. Il TUO sarà culo, quella di Vasco è CLASSE, coglionazzo (op.cit.).
Scherzo, ma nemmeno tanto. L’irresistibile ascesa de Le Luci della Centrale Elettrica da barista della provincia di Ferrara a nuova sensazione del cantautorato italiano è tutto men che una questione di fortuna. Nessun singolo beccato per caso da una campagna pubblicitaria, nessuna suoneria da scaricare da siti a pagamento con contratti capestro del cazzo, solo canzoni scritte di proprio pugno, chitarre acustiche e tanto tanto passaparola. Fino ad un disco per La Tempesta, un libro, concerti sold-out, il premio Tenco. Mica cazzi, e nemmeno culi. Per così dire. Da groundnoise.

(foto del sedere di Vasco non le ho trovate. Ad essere franco, nemmeno cercate. Un po’ di rispetto).

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