BOLOGNA DA ASPORTO

di FF

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Bologna da asporto è la più famosa opera dei celeberrimi Gonfiabili di Luca Scollasanti, geniale artista bolognese morto di overdose nel 1995 a soli trentasei anni. Luca era un uomo tormentato, figlio di un commentatore sportivo di seconda leva (cronaca bolognese ed affini) e di una barista bolognese molto rinomata che in seguito si risposò con un magnate delle calze a rete. Dopo le prime sculture, che risentivano molto di certe influenze pop mischiate ad un immaginario più anni cinquanta –arte povera e tutta quella roba), Scollasanti iniziò ad inasprire la tensione politica della propria opera, fomentato in parte dagli accadimenti della sua vita e in parte dall’inasprimento della situazione politica ai tempi di tangentopoli. Le sue opere diventarono un omaggio al concetto di usa e getta, di lottizzazione e tutto il resto, ributtandosi su un percorso anche un po’ biblico che Scollasanti decise di interpretare con camere d’aria truccate e collage assortiti. Bologna da asporto fu esposta per la prima volta al MAMBo nel 1994, un fatto davvero insolito considerato che il MAMBo è stato aperto nel 2007. Una camera d’aria, 40x30x16 cm, con pezzi di gomma incollati sopra ad abbozzare una pianta della città, con la curiosa scelta di un cratere al posto dell’Accademia delle belle arti. La critica lesse nei Gonfiabili ed in particolare in Bologna da asporto il massimo esempio di denuncia dell’esistente in Italia, e violentissime furono le voci che si schierarono sia a favore che contro l’opera, mettendo in moto un processo di ridefinizione e beatificazione pre-mortem che fece precipitare Scollasanti, più o meno indirettamente, nel buco nero di depressioni che lo portarono alla morte. Bologna da asporto e diverse altre opere del ciclo Gonfiabili sono conservati alla Tate Modern.

Edit: imperdonabile, non l’ho segnalato. Il referrer viene da monolocalgarage.

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