COME SPIEGARE A UN BAMBINO CHE NON E’ BATMAN

di FF

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Occorre inculcare nel pupo alcune questioni anagrafiche di base: vostro figlio(?), molto probabilmente, non è maggiorenne nè orfano nè ricchissimo nè criptomosessuale, e probabilmente nemmeno ossessionato dal crimine. Nel novantotto per cento dei casi non vive in un castello, non ha un maggiordomo nè una caverna nascosta da un ologramma. Credo tuttavia che il modo più sicuro e veloce per fargli prendere coscienza della cosa sia l’evidenza empirica: scaraventarlo giù dalla tromba delle scale o da una finestra, sparargli contro dei pallini di gomma, provare ad accoltellarlo, farlo pestare da dei professionisti, provare ad investire il suo triciclo-batmobile con il vostro SUV, rompergli braccia e gambe con una mazza da baseball, cercare di estorcergli qualche confessione con scariche elettriche e via di questo passo. “Vedi quegli ematomi? Vedi quelle ustioni? A Batman non sarebbe successo“. Se parliamo invece di una presa di coscienza filosofica, probabilmente è il caso che voi per primi imbracciate la figura di Batman come una sorta di nume tutelare del concetto di giustizia assoluta e di autocoscienza, proteggere i più deboli, abbracciare l’oscurità a fin di bene, affrontare le nostre paure più grandi in seno ad un cammino di evoluzione del sè. Da questo punto di vista chiunque può essere Batman. Sempre meglio che essere il Punitore, tutto sommato. Via I400Calci.

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