CALOTTE TRASPARENTE PER IL PENE

di FF

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Era un progetto portato avanti dall’Istituto Superiore di Tassidermia dell’Università delle Scienze di Lainate. L’equipe di scienziati guidata da Matteo Galoscia, autore tra l’altro di uno stupidario degli imbalsamatori chiamato A Ciascuno il Suo che vendette parecchio verso la fine degli anni ottanta, aveva ottenuto dal governo il permesso di stoccare e conservare per l’eternità il pene di alcuni personaggi di rilievo della società italiana di fine millennio. Il processo avveniva partendo dall’evirazione post-mortem del personaggio e dalla creazione di una calotta di plexiglass che ospitasse il membro al suo interno, imbalsamato secondo tecniche di cui -molto francamente- non saprei riferire ed esposto nel reliquiario che era stato progettato come principale attrazione dell’ateneo milanese. Il progetto venne accantonato poco prima del giro di boa degli anni novanta per il coinvolgimento di alcuni membri dell’equipe di ricerca in uno scandalo di mazzette che finì per far chiudere bottega a tutto l’ateneo. Chiave fornitaci dall’orologiaio miope.

Posto oggi e domani me ne sto zitto. Solidarizzo.

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