LE RETTE PARALLELE SI INCONTRANO QUANDO NON GLIENE FREGA PIÙ UN CAZZO

di FF

La matematica d’utilizzo è una branca della matematica che, paradossalmente, promana dall’economia industriale.  Su di essa sono state basate alcune teorie e/o speculazioni per le quali il mondo non ci avrà in gloria. Ideata dal francese Haricot Calbert durante il suo soggiorno a Cambridge (circa 1936), è una sorta di teoria della gestione del margine di errore all’interno di aree di studio non coperte da una disciplina specifica e rielaborate per gestire parametri reali (tipo tutti quegli scoppiati che si sono messi a far teorie economiche che spiegassero la crisi del ’29). È difficile da spiegarla, soprattutto per uno che ha smesso di capirci qualcosa in seconda liceo; comunque il punto fondamentale è gestire i parametri di rischio in una situazione di incertezza. È stata ributtata dentro a una serie di avveniristiche applicazioni in fisica nucleare, e si dice abbia portato benefici indiscussi alla vita di tutti i giorni. Uno dei più celebri usi della teoria (se parliamo di pop) è stato tutta quella storia della pallottola magica nell’omicidio di John Kennedy. Per quanto riguarda la chiave di ricerca in sé, comunque, verso la fine degli anni novanta uscì uno di quei volumetti da edicola della serie Matematica per tutti, a cura di Massimo Alfreddo (un iconoclasta che viene spesso ricordato per certe tirate anti-cattoliche, tipo un Piergiorgio Odifreddi antelitteram) che illustrava la matematica di utilizzo tramite dieci postulati di base, uno dei quali era appunto le rette parallele si incontrano quando non gliene frega più un cazzo. Un altro molto celebre è finchè continuerete a costruir quadrati sull’ipotenusa, Pitagora non potrà riposare in pace, brillante arringa sulla sostanziale inutilità dell’algebra ai tempi dello strapotere di Bill Gates.

thanks to Violetta.

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