CERCASUGOOGLE

spiega cose che qualcuno crede vadano spiegate

Categoria: domande

COSA POSSO DISEGNARE?

La Cappella Sistina. Fai una ricerca su google immagini, trovi una bella immagine grande, la salvi e la apri con photoshop, la trasformi in scala di grigio, magari gli fai pure un bell’effetto spatola (una cosa leggera se c’è modo), aumenti abbestia i contrasti e la stampi. Poi la ricalchi con un pennarello nero a punta grossa e te l’appendi in soggiorno.

(post corto ed autogenerato. Qualcuno lo sta cercando in questo momento, magari stasera ha altro da fare…)

COSA POSSO FARE QUANDO NON C’È NIENTE DA FARE?

Questo è il tipico esempio di usare Google in modalità ultimate resource. La risposta comunque è NIENTE. Scusa se te lo dico così, ma se le definizioni che usi sono stringenti e puntuali il senso della frase è chiaro ed inequivocabile. Non c’è niente da fare e quindi non puoi fare niente. Quello su cui comunque dobbiamo davvero discettare quanto prima è la reale possibilità che esistano situazioni in cui non ci sia davvero nulla da fare, rimanendo nella sfera della normalità e dell’esistenza: a titolo di esempio mi ero figurato una situazione di assoluta immobilità, tipo venire legato e seppellito nel bel mezzo del deserto del Sahara con solo la testa fuori, in attesa di morire per un’insolazione o quel che è. Ma ho pensato che anche in quel caso, tanto per dirne una, puoi metterti a sbattere i denti in maniera ritmica cercando di diventare abbastanza bravo da assegnare un suono diverso ad ogni dente che sbatte sull’altro e riuscire a simulare quasi alla perfezione una batteria –magari affinando la propria abilità nel corso del tempo cercando di imparare con i denti delle tracce di batteria sempre più complicate. Se riescono a liberarti dalla situazione puoi andare anche a uno di quei programmi tipo la Corrida a suonare la batteria jazz con i denti, e magari concedere qualche intervista raccontando la tua storia di sopravvivenza attraverso l’arte alla Antoine De Saint-Exupery. Parlando di esperienze personali, l’unico momento della vita in cui mi sono trovato in una situazione simile che ricordo, a parte le visite dal medico (ma spesso puoi trovare in sala d’aspetto riviste di gossip vecchie di due anni), è stato una volta mentre con un amico mi sono trovato ad attenderlo in bici davanti a casa di un tizio da cui doveva comprare un joystick. In buona sostanza me ne sto lì, dice che ci mette due minuti e invece rimane dentro un’ora. Così, senza nulla in tasca né niente, decido di impiegare il tempo libero a cercare di imparare a sputare come un vero uomo. Sai quel modo pauroso di sputare come quelli che masticano tabacco, a getto d’acqua. Mi metto a produrre saliva e ne mollo uno, ma non mi soddisfa. Così riprovo. Nel frattempo ne sparo uno un po’ più piccolo. Dopo un po’, visto che non riesco a sputare a getto in maniera soddisfacente (anche perché se sputi trenta minuti a fila ti rimangono solo delle sacche di saliva totalmente insufficienti), provo a disegnare alcune costellazioni. Quand’ero ragazzino le conoscevo tutte, adesso riesco solo a ricordare cassiopea orione e i due carri. Comunque cerco di riproporle in una condizione dinamica, con il dragone che passa in mezzo agli altri e tutto quanto. Sono abbastanza avanti nell’opera, fermo restando che per un paio di stelle ho sbagliato clamorosamente la mira, quando il mio amico torna. Guarda per terra sconvolto e non nasconde l’approvazione: avevo coperto qualcosa come tre metri quadri con la mia saliva. E valeva anche come rimprovero per il tempo che aveva impiegato. Tanto per dirne una.
In ogni caso, sono convinto che nel dire “non c’è niente da fare” ti riferisci ad una serie di situazioni in cui semplicemente non stai studiando né lavorando e papà non ha tempo per portarti a Gardaland né niente. In questo caso suppongo dipenda dal budget a tua disposizione, ma per queste specifiche condizioni l’umanità ha inventato modi di passare il tempo chiamati, appunto, passatempo. Vale a dire un’attività qualsiasi, possibilmente animata da una logica incrementale. Perlopiù inutile, anche se magari non esplicitamente dannosa (alcuni miei amici da piccoli passavano i pomeriggi ad incendiare benzina e alcool, e come cosa è divertente anche se non propriamente sicura o costruttiva). Elenco parziale: disegnare, scrivere cose, legger libri, fare un solitario, collezionare insetti morti, scaricare software inutili, riordinare casa, fare costruzioni con gli stuzzicadenti, fare tirassegno su bersagli inanimati con la pistola ad aria compressa, costruirsi un corpo da culturista a forza di ginnastica, dipingere le pareti di camera tua, incidere i mobili vittoriani della camera da letto dei tuoi con un coltello da cucina (sconsigliato), correre in bici, usare uno skateboard, imparare a suonare uno strumento, montare un canestro sul muro esterno di casa, guardare film all’impazzata, imparare a far foto con il cellulare, dar calci contro il muro a piedi nudi, imparare una danza, tirar sassi alle lattine, iscriversi ad una polisportiva, comprare un boomerang, imparare qualche trick con lo yo-yo (molto carino, per molto tempo lo portavo in giro –tanto per fare qualcosa mentre passeggiavo), telefonare alla tua più cara amica e fare gossip spinto per tutto il tempo (consigliato avere una tariffa flat), e via di questo passo. Oppure starsene stesi a riflettere su cose guardando il soffitto della camera da letto e cercare di arrivare ad un nuovo stato di coscienza. Magari prendendo appunti di tanto in tanto.

un altro grazie a simplygiulia.

COME STAI?

Caro amico,
è vero che è meglio porre domande a Google nella forma più corretta come poco sotto ho cercato di spiegare. E sono convinto che cercare di raggiungere la necessaria confidenza con il portale in questione sia molto utile sia in termini di ricerca che dal punto di vista di un discorso puramente ideologico e (perchè no) storico/storiografico. In fin dei conti lo strapotere di google in tutto il discorso di sviluppo web et similia pone il quesito di come si voglia, debba e possa porre le basi di una collaborazione utente/motorediricerca che vada oltre la monodimensionalità di un do ut des le cui (mal)celate implicazioni economiche foraggiano una compagnia il cui mestiere della pervasività sta arrivando a livelli grotteschi. Detto questo, non mi sembra comunque una buona scelta lavorare così tanto sull’etichetta di un’amicizia posticcia e sopravvalutata allo scopo di creare ex-novo un subnetwork in cui la malriposta fiducia che una parte pone nell’altra abbia il sopravvento su un discorso di sistema. Davvero. Suona un po’ come quei domandoni del cazzo in malafede che gli amici meno cari ti fanno mentre piombano in casa tua per chiederti in prestito forzato i DVD della quinta stagione di 24 nonostante non ti abbiano ancora reso la terza e la quarta. Il fatto che Google sia nella sua forma più pura un’entità sul confine ideale tra concreto ed astratto non ci porta di un millimetro più vicini ad una soluzione in tal senso: conviene che la tua pervicacia sia rivolta all’affinare l’abilità nella ricerca più che a leccare il culo al motore. Google è in salute, se la cava da dio, è in costante evoluzione e vuole la tua anima. Chiedigli pure ciò che vuoi saltando i convenevoli. Funzionerà.

su saitenereunsegreto.

I METALLICA CANTANO UNA CANZONE CON LA COLONNA SONORA DI UN FILM, QUAL’E’?


La domanda è capziosa. Non riesco molto bene a comprendere se cerchi un pezzo dei Metallica contenuto in qualche colonna sonora (tipo, ad esempio, la ben nota I Disappear, pezzo scritto in uno dei momenti più dimenticabili della carriera della band a supporto della colonna sonora di Mission: Impossibile 2; o la For Whom The Bell Tolls remixata da DjSpooky nella OST di Spawn) o se piuttosto ti riferisci a qualche campionamento da colonne sonore famose che i Metallica stessi usano nelle proprie canzoni. Nel secondo caso comunque non ho notizie, anche perché non sono mai stato quel che si dice un cultore assoluto della band di San Francisco (sul genere thrash californiano anni ’80 sono decisamente molto più pro-Slayer, mi sono sempre trovato piuttosto a disagio con le esigenze evolutive dei gruppi metal, come riassume brillantemente lo zio Henry in questo video). Una notizia che potrebbe salvare l’insipida mia ignoranza su questo punto particolare è che i Metallica sono soliti aprire i loro ben frequentati concerti con un brano della colonna sonora de Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo (Morricone, naturalmente). Sia ben chiaro: se questa è la notizia che cerchi, la tua domanda non è solo opinabile dal punto di vista linguistico ma anche -e soprattutto- incomprensibile se non al prezzo di una serie di inferenze del tutto pretestuose, un po’ come a dire i Sei Gradi di Separazione tra la verità e ciò che il tuo cervello riesce ad inscenare. Volendo esserti utile, tuttavia, ti ricordo che la parola METALLICA digitata a qualsiasi titolo in un motore di ricerca rischia di scatenare contro di te un esercito di spyware e/o svariati altri paraculi che cercano di impedire, o quantomeno contingentare, la diffusione massiccia ed incontrollata di musica gratuita -e magari di scarsa qualità- in giro per il world wide web. L’argomento è già stato battuto più che a sufficienza, e se ora la parola Napster fa quasi venire in mente una sorta di movimento culturale storico dei primi anni zero, Lars e compagni sono probabilmente ancora adirati contro chiunque voglia far passare di mano la loro musica senza corrisponder loro un giusto compenso in termini di royalties. Ma se mi stai leggendo, anonimo navigante, ti prego davvero di farti un altro giro su google, possibilmente con una seconda ricerca più dettagliata. Tipo i metallica cantano una canzone con la colonna sonora di un film d’azione con o senza tom cruise che fa mmmh mhhhhh mhhhh hhhhaaahhhaaa nel ritornello, qual’e’?. Nel caso, prometto maggior precisione.

su valido tv.

MA JIM MORRISON FA PIÙ PARTE DEL DADAISMO O DELLA POP ART?

Caro navigante, non vorrei esser preso per qualcuno che sa qualcosa di arte contemporanea MA penso che un’opera d’arte stampata in milione di copie (come nel caso dei dischi dei Doors) sia decisamente riconducibile a qualche caposaldo ideologico della pop art. D’altro canto Dada fu movimento talmente permeante ed invasivo che persino uno come Jim Morrison potrebbe averci avuto a che fare -per esempio, non so, infilandosi un manico di scopa su per le chiappe e considerandolo un gesto di qualche valore ideologico/artistico. Va detto tuttavia che Jim Morrison amava considerarsi, in maniera se vogliamo anacronistica, una sorta di poeta maledetto dell’America degli anni sessanta. Ed è qualcosa che va benissimo finchè hai sedici anni o meno, età anagrafica in cui te ne puoi sbattere violentemente il cazzo sia di Dada che della pop art, dopodichè (già negli anni della prima maturità) la poetica visionaria e disturbata del Re Lucertola comincia a sembrare soprattutto la posa di un alcolizzato depresso morto giovane e travisato da generazioni di gente scoppiata peggio di lui -e io preferisco di molto la brillante poetica dell’abbrutimento del corpo e dello spirito di un OzzyOsbourne/LemmyKilmister, e persino le seghe mentali berlinesi bsx a poco prezzo della triade IggyPop/DavidBowie/LouReed, che almeno nell’ultimo caso dei tre era sponsorizzata da Andy Warhol e quindi pop art per questioni parentali. Il tutto senza voler inficiare il valore intrinseco di certe suite psichedeliche della band di cui Jim Morrison fu leader carismatico, ma certamente il primo impulso di fronte ad una domanda del genere è quello di correre su google e rintracciare qualche omonimo artista contemporaneo, magari segnalato in una pagina di disambiguazione su Wikipedia (scoprendo tristemente che sì, il quesito riguarda proprio una puntuale collocazione del cantante dei Doors all’interno delle correnti artistiche del novecento). Per parte mia la cosa più dada che posso immaginare ad argomento Jim Morrison è il giudizio silenzioso quanto impietoso di Tristan Tzara e Man Ray in questo incredibile scatto, immaginando (tradito dalla cronologia) che i due sodali siano stati immortalati pochi secondi dpop aver ascoltato qualcuno declamare uno degli aforismi di Jim, raccolti in una qualsiasi delle innumerevoli pagine internet ad essi dedicati. Qualcosa tipo “A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo”.

su brullonulla.

L’ANO SI STRINGE E SI ALLARGA?


Caro amico, non si è mai troppo giovani davanti ad un computer per certe esperienze. E anche se questo sito vorrebbe parlare alle volte di cose di cui molti, ivi compreso io, non hanno mai avuto l’occasione e/o le palle di provare dal vivo, sono assolutamente SICURO che hai fatto pupù almeno una volta nella vita. Come sai, uno dei principali scopi dell’ano è quello di fare uscire la merda dal corpo, e già questo semplice obiettivo richiede un certo grado di elasticità della parte. Parlando quindi della capacità di stringersi ed allargarsi dell’ano, o buco del culo, dobbiamo riferirci al muscolo responsabile di tale elasticità. Il quale è definito sfintere, e come potrai leggere sulla mai troppo lodata wikipedia , “provvede a chiudere o restringere l’orifizio stesso, quando richiesto dalle funzioni fisiologiche”. Lo sfintere è la chiave della tua ricerca, quello che ti permette ogni mattina di cacare uno stronzo grande come un wurstel tedesco di vecchia scuola senza ridurre il buco in questione ad un rubinetto costantemente aperto, cosa che avrebbe -se mi posso permettere- risvolti sociali piuttosto scomodi come la necessità per tutti noi di portare pannolini tutto il giorno e/o di costruire un sistema dinamico di tubi di drenaggio in giro per le città. Trent’anni di vita in questo mondo cinico e bastardo, tuttavia, mi fanno riflettere un minuto in più, e considerare l’idea che tu avessi in mente -nel digitare la tua questione, così lapidaria ed inequivocabile- ad una serie di funzioni tutt’altro che fisiologiche, o fisiologiche per un’estensione del termine viziata di contenuti socio-antropologici. Sappi infatti che non tutte le culture occidentali considerano il sesso una funzione fisiologica, e molte di esse scatenano veri e propri anatemi contro il sesso anale. Suppongo sia insomma una questione di apertura mentale, come nelle migliori battaglie sociali in corso o meno. La mia risposta alla tua domanda, purtroppo non suffragata da analisi empiriche né ricerche su google, è sì, ma non metterlo alla prova. Troveresti piuttosto infausta, insomma, la ricerca di un punto di rottura in tal senso.

su terza di copertina.

CHE OCCHIO SI CHIUDE QUANDO SI MIRA

Sappi innanzitutto che se stiamo parlando di un fucile di precisione con mirino a telescopio e sei intenzionato a fare qualche numero alla Charles Whitman, non voglio essere in qualche modo tuo complice. Nel caso concreto il consiglio è di uscire, trovare una ragazza o un buon mojito e trovare un modo più costruttivo di passare il tempo. Se invece stiamo parlando di stronzate, tipo videogiochi o wargames da sfigati nel boschetto vicino a casa, sappi che la risposta non è una ma dipende da una serie di fattori.
Il primo fattore sono i tuoi tratti somatici. Un banale esempio: l’arte classica ha da tempo messo nero su bianco che la bellezza del viso umano va di pari passo con il suo esser simmetrico, ma molti uomini non possono vantare un naso che scenda dritto dritto dagli occhi al centro del labbro superiore. Il mio, ad esempio, punta a destra in maniera drammatica, quindi la prospettiva dell’occhio sinistro è molto più aperta.
Il secondo fattore è lo stato della tua vista. Il mio occhio destro ha 0,25 gradi di miopia in più rispetto a quello sinistro, cosa in radicale conflitto con il naso, così che sono combattuto.
Il terzo fattore dipende dalle tue abitudini e dai tuoi istinti. I mancini tengono l’indice sinistro sul grilletto, e la posizione più comoda per far fuoco farà chiudere l’occhio sinistro e tener bene aperto quello destro. Io sono destro, quindi nel caso concreto dovrei ingoiare il rospo della miopia e chiudere l’occhio destro.
Il resto ovviamente dipende soprattutto dalla scioltezza e dalla coolness che vorrai dimostrare nell’atto in sé. Sappi in qualsiasi caso che, parlando dell’ambito legale e/o cinematografico, l’armonia della posa di un tiratore scelto (si tratti di pallottole al teflon come di elastici lanciati sulle tue compagne di classe durante l’ora di matematica alle elementari) è nulla in confronto al suo palmarès. Sarebbe a dire: chiudi il cazzo di occhio che preferisci ma vedi di colpire il bersaglio.

Da diegozilla.

QUANTE FORME DI FIGA ESISTONO?

La domanda è interessante. La vagina purtroppo tende ad essere snobbata dalla letteratura alta, così che purtroppo non possiamo elencare una serie d’aggettivi che identifichino modelli base riconducibili a canoni estetici ben accettati dal grande pubblico -per capirci, quel che capita al naso. Fermo restando che la fantasia dei singoli individui può davvero far miracoli, e presto o tardi qualcuno saprà distinguere la figa aquilina dalla figa a patata (saltando per il secondo caso le ovvie considerazioni legate alle incursioni di Rocco Siffredi nella TV commerciale).
A livello puramente geometrico, invece, della carne viva è facile affermare che non troverai mai una vagina uguale all’altra, quindi esistono tante “forme di fica” quante fiche sono al mondo. Non posso citarti in questa sede ulteriori studi anatomici.
Un’altra possibile chiave di lettura: forme di figa come a dir forme d’arte o che so, discipline dell’hip hop. Difficile a dirsi. C’è una nutrita letteratura che va a classificare, ad esempio, i diversi tipi d’orgasmo femminile, ma credo che anche il più scientista tra i Grandi Amatori della storia abbia continuato a servirsi della vagina in sé, senza porsi troppe domande su quante forme d’essa esistano. Consiglio lo stesso approccio anche in fase propedeutica.

su perfavorescrivialtrove