CERCASUGOOGLE

spiega cose che qualcuno crede vadano spiegate

Categoria: economia

DOVE POSSO TROVARE FILM PER CANI

Qualche tempo fa un magnate dell’edilizia con l’ossessione per i suoi setter aveva provato a fondare una catena di videonoleggi per cani chiamata Dogbuster. Era incredibile, ne avevano aperto uno poco lontano da casa mia e ci sono stato un paio di volte. Era la copia esatta di Blockbuster, con questi documentari folli di gente che portava a spasso il labrador in ogni luogo sulla terra e le scatolette del Ciappi al posto dei marshmallow e i guinzagli di tendenza al posto del Guitar Hero. Purtroppo, per motivi a me ignoti, Dogbuster non ha avuto molto successo ed è stata chiusa. Nel videonoleggio vicino a casa mia ora ha aperto lo studio un tatuatore di lontre. Un tipo simpatico, anche se credo abbia qualche problema con l’alcool.

LE RETTE PARALLELE SI INCONTRANO QUANDO NON GLIENE FREGA PIÙ UN CAZZO

La matematica d’utilizzo è una branca della matematica che, paradossalmente, promana dall’economia industriale.  Su di essa sono state basate alcune teorie e/o speculazioni per le quali il mondo non ci avrà in gloria. Ideata dal francese Haricot Calbert durante il suo soggiorno a Cambridge (circa 1936), è una sorta di teoria della gestione del margine di errore all’interno di aree di studio non coperte da una disciplina specifica e rielaborate per gestire parametri reali (tipo tutti quegli scoppiati che si sono messi a far teorie economiche che spiegassero la crisi del ’29). È difficile da spiegarla, soprattutto per uno che ha smesso di capirci qualcosa in seconda liceo; comunque il punto fondamentale è gestire i parametri di rischio in una situazione di incertezza. È stata ributtata dentro a una serie di avveniristiche applicazioni in fisica nucleare, e si dice abbia portato benefici indiscussi alla vita di tutti i giorni. Uno dei più celebri usi della teoria (se parliamo di pop) è stato tutta quella storia della pallottola magica nell’omicidio di John Kennedy. Per quanto riguarda la chiave di ricerca in sé, comunque, verso la fine degli anni novanta uscì uno di quei volumetti da edicola della serie Matematica per tutti, a cura di Massimo Alfreddo (un iconoclasta che viene spesso ricordato per certe tirate anti-cattoliche, tipo un Piergiorgio Odifreddi antelitteram) che illustrava la matematica di utilizzo tramite dieci postulati di base, uno dei quali era appunto le rette parallele si incontrano quando non gliene frega più un cazzo. Un altro molto celebre è finchè continuerete a costruir quadrati sull’ipotenusa, Pitagora non potrà riposare in pace, brillante arringa sulla sostanziale inutilità dell’algebra ai tempi dello strapotere di Bill Gates.

thanks to Violetta.

SE PUO’ SPOSTARE IL NATALE DI UN PAIO DI MESI

Riguardo a questo, il natale quando arriva arriva. Si tratta di una specie di massima universale, pronunziata da un grande pensatore contemporaneo (Renato Pozzetto), che sottintende una grande verità di fondo secondo la quale il principio consumistico alla base della festività travalica le implicazioni temporali pagane in seno alla scelta della data specifica -che ricordiamo, non corrisponde necessariamente a quella del compleanno di Cristo. Lo dico per rispondere a una questione sollevata su Yahoo Answers in merito alla possibilità di avere una festa di natale a febbraio, periodo nel quale è possibile pagare i panettoni €1,50 invece che €8,20. C’è da dire che proprio stamane ho aperto un pandoro Bauli ricevuto in dono, e a leggere il prezzo ci sono rimasto davvero di merda.

C’è da dire tuttavia che lo spostamento della festività natalizia avrebbe un impatto devastante sia dal punto di vista religioso che culturale che -soprattutto- economico. La festa di natale è stata istituita il venticinque dicembre sulla base di certe tradizioni pagane che non ho mai particolarmente approfondito, appena dopo il solstizio d’inverno (a simboleggiare questa sorta di rinascita circolare dell’era della luce). Quindi insomma, se è stato deciso dall’alto è possibile in linea teorica mettere il compleanno di Gesù Cristo in qualsiasi altro giorno dell’anno. Con l’eccezione probabilmente dei mesi caldi, giusto per dare un senso logico alla figura biblica del somarello (insomma, se fosse nato ad agosto non avrebbe avuto senso fargli alitare in faccia da un bue e da un asino). E magari del 29 febbraio, perchè un natale ogni quattro anni non lo vuole nessuno (già è un’agonia aspettare i mondiali di calcio). Ma se si spostasse la festività di tre mesi sarebbe quasi impossibile gestire l’immaginario legato -immagina ad esempio cosa succederebbe ad una canzone come Bianco Natal se natale arrivasse il 25 marzo, o cosa ce ne faremmo di quel pedo-bear di Babbo Natale che va a caccia di bambini buoni con lo slittino e le renne circuendoli con regali e leccornie. Senza contare la milionata di film basati su un natale il 25 dicembre, l’usanza del vischio o la tradizione secondo cui natale e capodanno cadono a una settimana l’uno dall’altro. Sarebbe un disastro. E ti immagini l’agitazione sindacale legata all’arrivo del natale in un mese senza tredicesima? Fuckin’ Hostile.

Se il problema è legata solo al prezzo del panettone, comunque, nessuno ti impedisce di non mangiarne finchè non è passata la befana, comprarlo in saldo il 13 gennaio ed ingozzarti fino alla data di scadenza. Oppure, per i più micragnosi, allego link ad una plausibile ricetta per fare il panettone.

Buon natale.

(chiave trovata su lo-level)

DOVE CAZZO LI TROVO I MICROFONI PER IL TIRO A PIATTELLO

harry

Premessa necessaria: non ne sapevo nulla. Avete presente quella nutritissima minoranza-quasi-maggioranza che quando arrivano le olimpiadi l’attaccano con una serie infinita di menomale perchè di vedere in TV solo calcio F1 e motomondiale ci siamo rotti le palle? Non ne faccio parte. Io non guardo nemmeno calcio F1 e motomondiale,  se voglio celebrare il culto del corpo umano mi metto su qualche film tipo Predator E non me ne frega assolutamente niente del taekwondo, anche se sono moderatamente felice per chi si era battuto per farlo diventare disciplina olimpica -riuscendoci infine a Sydney. Sto divagando. Intendevo dire solamente che come qualsiasi profano leggo la chiave di ricerca (me la manda il solito Diego) e mi viene da domandare cosa cristo abbia questo da lamentarsi, perchè del tiro al piattello l’unica cosa che so è che è anche specialità olimpica.

Non è così. Il tiro al piattello non è fatto solo di fucile pallottole e dischetto. Avete presente quando urlano PULL come se non ci fosse un futuro? Non stanno rivolgendosi ad un altro essere umano che dovrà lanciare il piattello. Stanno urlando ad un microfono collegato via radio a un meccanismo d’innesco che fa partire il piattello automaticamente. Mi vergogno un po’ a dirlo ma è la prima cosa che ho imparato in vita mia leggendo Yahoo Answers. La ricerca di una rivendita online sotto casa, tuttavia, si sta rivelando infruttuosa. Ho trovato un buon sito in inglese, con un paio di numeri che potete chiamare per chiedere informazioni: ve lo linko. L’oggetto si chiama The Ventriloquist, è un affare carino ed offre situazioni dinamiche a quasi tutte le situazioni che si possono presentare in una situazione anale del tipo disco che vola-carabina che spara, come ad esempio fornire un intervallo di delay fisso e regolabile tra l’emissione del comando vocale e l’effettivo momento del lancio del piattello. Vorrei approfondire oltre tutta questa faccenda, ma mi hanno linkato un video su youtube in cui Dumbo va a trovare la sua mamma elefante incatenata e sto per avere una crisi emotiva. Vi linko il video, così magari pensate ad altro anche voi.

Poscritto: Cercasugoogle ha superato i primi cento post da sei post, e il primo compleanno da ventun giorni. Non ci avevo guardato. Auguri, Cercasugoogle.

COSA SIGNIFICA LA PAROLA GERONTOFILO?

methuselah

Gerontofilia identifica tutta una serie di comportamenti sessuali compresi in una sfera di interessi di persone giovani verso persone anziane. In altre parole vieni considerato gerontofilo se ti eccitano la carne molliccia, le smagliature della pelle, il triplo mento e i vecchi in genere. Naturalmente lo scarto d’età dev’essere molto consistente , diciamo intorno ai cinquant’anni –il desiderio sessuale nei confronti della madre del tuo migliore amico è una perversione assolutamente straight, tanto per intenderci- ma a quanto mi risulta dalla letteratura in merito non è mai stato fissato da una legge. Questo è per via del fatto che la maggior parte dei sistemi giuridici occidentali non considera la gerontofilia in sé un crimine perseguibile. Esistono alcuni comportamenti ascrivibili a tale perversione che possono essere perseguiti legalmente, come ad esempio lo approfittarsi di donne anziane in carrozzina o di vecchi bavosi incapaci di intendere e di volere, ma sono regolati dalla normale legislazione anti-stupro.

La cosa più interessante in merito alla gerontofilia è il cambiamento della percezione sociale del fenomeno in sé negli ultimi anni. Nel senso che è sempre stato identificato come un paradigma economico che legava ragazze molto fighe e anziani molto ricchi (o anche utilizzatori finali), tanto da diventare negli anni novanta una sorta di sfottò sul genere vero-non-vero con cui mettere in croce modelle ed attricette. L’evoluzione della società civile seguito alla diffusione massiva di internet, invece, ha reso possibile individuare (e addirittura taggare) un’autentica scala delle perversioni gerontofile in base all’età dividendo le femmine più attempate nei video porno in –mi pare- tre macrocategorie: MILF, mature (o anche experienced, mi pare) e soprattutto granny, categoria al cento per cento gerontofila documentata da tutta una serie di video che mostrano che in camera da letto, per i veri futuristi, non c’è conto in banca che tenga. Alla salute.

VESTIRSI DA RAVANELL

radish

Post per il carnevale alle porte, chiave gentilmente fornita da Simone. La pigrizia del ricercatore, che non scrive la lettera finale del referrer, ci spinge a considerare due opzioni.

Finale “O”
Raphanus sativus radiculato. Per viver bene servono concetti e verdura, condividiamo la scelta. Importante soprattutto avere coscienza di una serie di cose legate al proprio corpo e certi elementi di botanica di base (sapevo che lavorare nelle sementi presto o tardi sarebbe servito). Prima scelta: ravanello saxa, o simili. Tondo, completamente rosso, la radice che ha, la foglia che ha. La tecnica-base di fabbricazione del costume non è dissimile da quella del travestimento da palle da biliardo (l’avrete fatto almeno una volta nella vita, di vestirvi da palle da biliardo assieme a una decina di amici e passare il tempo in un qualche locale del cazzo a venirvi addosso stile Jackass basso-romagnolo): gommapiuma, un’ossatura di base piuttosto rognosa da costruire, cartapesta, effetto lucido. Magari deputare ad un cappellino verde di cartacrespa il ruolo di foglia, ecco. Seconda scelta: un ravanello mezzo lungo. Più agevole, quantomeno perché l’ossatura può essere bypassata e sostituita da una buona imbottitura sulle spalle, pesante e spessa -quindi molto favorevole se voleste aggirare in giro a piedi per la città il giorno di carnevale, senza bisogno di cappotti che coprano. Terza opzione: ravanelli a candela. Inagibili e difficoltosi, per una questione di proporzioni occorre considerare l’idea di fare arrivare il fusto  almeno mezzo metro sopra la testa, con l’evidente problema di non essere adatti a quasi nessun contesto e possono creare un sacco di imbarazzo se li si indossa in posti con soffitto basso, passando dalle porte, fumando sigarette in prossimità di un termofunghetto incandescente, mentre ci si fa fare un pompino in automobile da una ragazza vestita da paperella, mentre stai facendo breakdance… Per un effetto scenico degno, senza sacrificare qualità della vita e troppo tempo nella creazione, consiglio di orientarsi sulla seconda opzione, e per quanto riguarda la tonalità cercate di orientarvi su un modello rosso a punta bianca, tipo il flamboyant -i ravanelli tutti bianchi o tutti rossi possono essere scambiati per altri tipi di ortive da tubero e/o per altra roba (tipo, che so, sigari cubani). Non funzionerebbe.

Finale “I”
Maglietta Juventus vintage ‘94/95, taglio di capelli fresco, un’abbondante spruzzata di vernice grigia spray sui capelli, infilare cotone sotto le gengive, tipo Marlon Brando nel Padrino (un po’ di mascella prominente non guasta), accento perugino. Tipo così, insomma.

TRIDIMENSIONALITA MODA


È quello che mi inquieta di più perchè:
– esiste una moda bidimensionale?!

– è scritto senza l’accento finale e…
– …spostando l’accento in tridimensionalìta sembra il nome di una forma di vita aliena!
Allora: i tridimensionalìti sono acerrimi nemici dei trifidi;
ergo qualcuno ha cercato dei modelli di abiti per un tridimensionalìta;
E di quanti arti dispone un tridimensionalìta? Perchè qualche anno fa dei miei amici artisti fecero un maglione con tre braccia, ora mi chiedo se fosse un modello per tridimensionalìta…
Bah! Deliri da fine giornata…
Ciao e buon lavoro,
Marina (tridimensionalìta…)

Marina mi segnala questa chiave di ricerca. Nella mail sopra riportata immagina una pittoresca industria di abbigliamento per forme di vita aliene che vivono in terra all’insaputa di tutti tranne che dei servizi segreti statunitensi. Allo staff, cioè a me, fa molto piacere ricevere mail così fantasiose, ma -nonostante certe congetture di cui abbiamo sentito- CercaSuGoogle NON È un blog di disinformazione che sostiene a prescindere la prima cazzata che vi venga in mente. Mi tocca dunque puntualizzare che Tridimensionalita è l’abbreviazione di tridimensionalista*, termine con cui storicamente vengono identificati i numerosi seguaci dell’opera e delle geniali intuizioni dell’economista John Taylor Pizzoccheri. Solo l’ennesimo caso di intellettuale scomodo che un complotto delle teste d’uovo ha deciso di tener fuori dalla storia immortale della conoscenza, una sorta di Nikola Tesla del prodotto interno lordo di cui non vogliamo tirar fuori -in questa sede- l’ennesimo panegirico, in parte perché ultimamente mi sto lamentando troppo in tal senso e in parte perché non ho mai condiviso fino in fondo il radicalismo della proposta. Rispondendo al quesito, dalle parti del 2000 c’era questo Yahoogroup tridimensionalita molto di moda (non quanto quello sui rettiliani** ma abbastanza) nel quale pare si fossero iscritti molti luminari dell’economia, soprattutto luminari dell’economia morti da più un secolo (alle volte, in questi ambiti, l’uso di nickname può mandare in confusione). La teoria tridimensionalita costruisce in pratica un nuovo paradigma econometrico sulla base dell’accettazione della fluttuazione relativistica dei fattori spazio e tempo, una specie di modello dinamico in cui la famosa battuta di JM Keynes non è affatto una battuta e nella quale vengono create ex-novo delle variabili che manco Bohr avrebbe avuto la fantasia. La provocazione è dovuta al fatto che in qualche lettera di Pizzoccheri (che non ho letto) pare fossero previste con buonissima approssimazione molte crisi storicamente avvenute, ivi compresa la crisi economica in corso, e fossero stati indicati accorgimenti che il mondo dei banchieri avrebbe fatto meglio a seguire.
Naturalmente l’improvvisa scomparsa dalle scene di così tanti tridimensionaliti dà un po’ da pensare –si dice che molti, nella scelta di una causa millenarista a cui credere, furono assorbiti in seno ai rettiliani. E probabilmente altri sono stati zittiti con la promessa di cattedre, o forse qualcuno ha sgamato qualche falla molto grossa nel paradigma e i gestori del gruppo hanno deciso di defilarsi per trovare altre cause (o magari aprire un blog). In un caso o nell’altro, comunque, la moda tridimensionalita è impazzata negli anni dal 2000 al 2001 per poi sparire sepolta da qualche altra credenza altrettanto stupida, farlocca e senza basi. Un po’ come la musica degli Strokes.

*so che sembra stupido abbreviare un lemma di 18 lettere in un lemma di 17 lettere, ma se conosceste le loro teorie economiche non vi stupireste.
**ho scoperto in questo momento che se scrivi rettiliani su word, l’autocorrettore te lo corregge in rettili ani. Qualcuno lo cerchi su Google.

YOGHURT FROZEN PREZZO MATERIA PRIMA

Il prezzo della materia prima varia radicalmente a seconda della tua posizione nella catena produttiva e/o distributiva del prodotto finito. Poniamo ad esempio che tu sia il dittatore di uno stato centroeuropeo e voglia tu imporre il consumo giornaliero di tre litri di yogurt frozen ad ogni cittadino/suddito per sei mesi l’anno: l’associazione dei produttori della materia prima in questione potrebbe addirittura accordarsi con te allo scopo di rifornirti gratis in cambio di favori tipo la non-perseguibilità per qualsiasi azione da loro compiuta. Differente il discorso se sei in procinto di aprire una gelateria/yogurteria nei pressi del centro di Bellinzona, il tuo potere contrattuale nei confronti delle grandi multinazionali del settore (che probabilmente agiscono come una sorta di cartello, specie dopo il celeberrimo crac di una di esse e il conseguente carico di merda arrivata nel ventilatore) è piuttosto basso, per non dire nullo. Sia quel che sia, sappi che il tuo inserimento nella catena produttiva di tale materia prima è soggetto ad una serie di regole nazionali ed internazionali, vedi anche il famoso problema delle quote esploso negli anni novanta in seguito alle conseguenze della PAC europea in terra italiana. Nel caso invece tu sia il gerente del frigo di casa tua e voglia farti un frozen, il prezzo della materia prima (tendenzialmente venduta in confezioni da litro o da mezzo litro) varia a seconda del processo con cui viene ottenuta e delle condizioni di vendita. Se vuoi un consiglio riguardo alla qualità in senso assoluto, penso che la migliore scelta sia collegarsi a questo sito, verificare dove sono i rivenditori di materia prima cruda e provarne il gusto. Se invece sei un tossico da frozen yogurt e non riesci a fare la fine del mese perché il tuo gelataio pratica prezzi al pubblico assurdi, ti conviene cambiare gelateria anziché appellarti alla coscienza del rivenditore sottoponendogli il prezzo di mercato del latte.

Trovato su cercasugoogle.