CERCASUGOOGLE

spiega cose che qualcuno crede vadano spiegate

Categoria: il corpo (questo sconosciuto)

FACCIA GONFIA COSA DEVO FARE

Non potrei mai dirmi un freudiano, ma certamente uno dei problemi della contemporaneità è la leggerezza con cui l’uomo cerca rimedio ai mali prima di conoscerne le cause. Tale problema è corroborato dallo scriteriato accesso a sistemi d’informazione self-made quando un buon medico di base può comprendere il quadro clinico e scegliere per il paziente la miglior cura possibile, alle volte persino esprimersi sull’inadeguatezza di un trattamento farmacologico e mandarti affanculo a letto con una borsa dell’acqua calda. E sebbene un massiccio ricorso al medico di famiglia possa creare intoppi e disservizi, oltre che scene di crisi sociale in sala d’aspetto*, è meglio fare uno squillo a qualcuno prima di buttar giù pastiglie o metter supposte. Il gonfiore al viso può infatti essere causato dall’aver giocato a spalmarsi marmellata di fichi con il partner senza sapere di essere allergici ad un particolare conservante contenuto nella SantaRosa, dall’estrazione dei denti del giudizio con le tenaglie, dall’aver scambiato fondotinta e soda caustica, crema da barba e spray per tappare i buchi delle gomme, sigarette e candelotti di dinamite. Avere sbagliato qualche ingrediente nei cocktail, bevuto jagermeister invecchiato quattro anni in una bottiglia aperta su qualche mensola di una discoteca milanese, aver giocato con il cane da guardia di un sito di stoccaggio di scorie radioattive abusive, limonato con una tipa infettata dagli zombie di Planet Terror, aver beccato una brutta batosta a calcio saponato, preso un milione di cazzotti in bocca per qualche spiritosaggine su Gesù Cristo al meeting di Rimini, esserti sbarbato con un ventilatore da parete, aver fatto tre sessioni di provini per Jackass, provato a mangiare il miele direttamente dentro l’alveare, iniettato collagene sulle labbra in casa con una siringa infetta e via di questo passo. Non è affatto utile curare le contusioni con la crema antizanzare, specie se sei allergico alla crema antizanzare e se la assumi per via orale –o peggio ancora come lubrificante.
Quello che “devi fare”, più ragionevolmente, è prendere il coraggio a quattro mani ed affrontare il mondo con la tua faccia gonfia, come se fosse niente. Chi ti conosce e ti ama troverà il modo per rimanerti accanto anche stavolta come i primi giorni, senza porsi quesiti su vizi di forma. Oppure al limite infilati un casco sul genere Daft Punk, magari con una scritta sul giubbotto we’re human after all, o qualcosa di simile. Oppure un tatuaggione maori gigantesco per tutta la faccia, così che seguire le curve dei motivi tribali renda sostanzialmente impossibile riuscire a distinguere le irregolarità dei tratti del viso. Oppure, magari, dormi un altro paio d’ore a notte.

frafrettina trova tra i suoi e segnala. mille grazie, frafrettina. ringrazierei via mail ma la tua mail non ce l’ho.

*la figura del rompipalle da sala d’aspetto segue un identikit di rigidità poco discutibile: femmina intorno ai sessant’anni, indigena, con capelli tinti di biondo e occhiali dalla montatura dorata, un nipotino bellissimo e bravissimo a scuola di cui parla sempre con smisurato orgoglio (nipotino che solitamente, a sua insaputa, spara ai gatti con la pistola ad aria compressa), e ovviamente una gran fretta di entrare ed uscire, generalmente giustificata dal fatto che debba stirare o cuocere la bistecca per quell’incapace di suo marito, o qualsiasi altro lavoro che non abbia richiesto di prendere un’ora di permesso al lavoro -al contrario di te. Questi esseri popolano le sale d’aspetto in numero di uno o due alla volta, e se ne trovi due è un casino. Nel senso che se ce n’è una e ha l’ardire di chiedere di passare avanti tutti sono d’accordo, sollevati dall’idea che toglierla dai coglioni subito avrà effetti incredibili sui tuoi nervi, ma la seconda rompipalle potrebbe avere qualcosa da dire, inveire sulla maleducazione dell’altra e persino chiamarti a testimone degli ordni d’arrivo delle persone in sala d’aspetto. È successo.

SE UNO SI È MASTURBATO 6 7 VOLTE È UN

peccatore.
O un neofita.
Fino a 23.
Poi si diventa dilettanti e pervertiti.
Da 150 a 2000 si è segaioli e/o persone sgradevoli.
Da 2000 a 10000 è specialità olimpica.
Oltre i 10000 lo potremmo chiamare Saigon.

No, sto scherzando. Naturalmente occorre stabilire un ranking puntuale e preciso che -almeno- tenga conto sia del totale di pippe sia del numero di giorni impiegati per arrivarci. Ottenendo i due dati si può arrivare ad una media giornaliera. Per sommi capi mi verrebbe da giudicare i valori della media (un giudizio basato sull’analisi di diverse persone che conosco, sapendo o ipotizzando la loro media-pippe) come segue:
da 0 a 0,3 (fermo restando che 0 è un valore raggiunto solo da bambini nati morti e categorie del genere): Svogliato rapporto di disistima della propria sessualità.
da 0,3 a 1: tenacia, stima di te stesso, onanismo disinteressato, curiosità sessuale. Miopia.
Da 1 a 2: onanismo teorico, caparbietà, protervia, impegno, molto tempo libero, pochi hobby, poche ragazze, problemi interiori, sessualità eccessiva.
Da 2 in poi: crampi, perversione, eccessive pretese dal proprio corpo, refrattarietà ai rapporti sociali, problemi di interrelazione, cecità, disciplina olimpica etc.

Ed ovviamente anche questo è qualcosa di cui discutere. La varianza, miei cari: raggiungere il 2,7 di media negli anni dai 15 ai 17 è una CAZZATA. Ho conosciuto un tizio che per diversi mesi incrementava il monte-pippe di una dozzina di unità al giorno, e trovava anche la forza per giocare a pallone e quant’altro. Quindi probabilmente il periodo più critico andrebbe archiviato, e piuttosto dovremmo chiamare eroe o uno-di-noi chiunque abbia avuto la perseveranza di metter mano al cobra due volte al giorno per ventidue anni. Un serio esame della personalità onanistica di ognuno di noi, specie se basato su numeri, andrebbe effettuato dopo i 25 anni. Senza contare tutto il mondo delle cross-section, i case-study e tutto quel genere d’immondizia accademica -che nondimeno funziona UN SACCO nel definire gli exploit singoli: sei o sette episodi di masturbazione pubblica sono più che sufficienti a farti finire in gabbia, tanto per dire.

Fermo restando che, insomma, il tuo problema è irrilevante dal punto di vista della prospettiva storica. Tra un anno, mio caro, saranno molte-di-più.

Sorrisino.

(su CercaSuGoogle)

CHE FARE SE UN RAGAZZO TI TOCCA?

Tre parole, amica mia: sprayalpeperoncino. Rovistando su sprayantiaggressione.it troverai un elenco sterminato di cose che potrebbero cambiarti la vita. a partire da un ritaglio stampa fino ad arrivare ad una pagina che illustra i termini legali del girare armati di bomboletta di spray antiaggressione. Un caro amico ha valutato le varie opzioni e consiglia molto Luxuria, ideale crossover tra l’indipendenza di una donna moderna capace di difendersi con le proprie forze e la necessità di non perdere un briciolo di stile nel momento in cui l’estrai da una borsetta carica di cosmetici Dior o Shu Uemura. La mia preferenza invece, dopo un’occhiata parziale al sito, va decisamente alla penna spray antiaggressione OC : non solo è pratica mimetica ed infingarda, ma le istruzioni sono scritte in quattro lingue e nessuna di esse (a parte il giapponese: non so leggere gli ideogrammi e non posso giurarlo) si arrende all’uso del banalissimo escamotage stilistico “ne fa fuori più la penna della spada”. RISPETTO.
Nel caso in cui spruzzare una bomboletta di schifezze addosso ad un essere umano -anche se ha osato toccarti- non si accompagni al tuo codice etico, tuttavia, esistono soluzioni altrettanto sicure e scaltre segnalate nello stesso portale. Potresti ad esempio voler affidare la tua sicurezza personale ad un allarme acustico portatile che ti permetta di viaggiare tranquilla per il centro ad ogni occasione. La descrizione è sufficientemente chiara: con un dischetto grande quanto un portachiavi puoi generare 140 decibel, che controllando sulla solita Wikipedia ho scoperto essere 10 db oltre la “soglia del dolore” e ben 20 db sopra ad un concerto dei Megadeth. Prova a farlo squillare: vedrai che la prossima volta il ragazzo in questione vorrà pensarci un minuto in più prima di sfiorarti l’avambraccio in buona fede. Se invece vorrai essere davvero splatter e metropolitana ti conviene buttarti subito sul rossetto con lama retrattile, che usa lo stesso criterio di un rossetto tradizionale -ma girando la ghiera esce una lama letale. Mai più senza.

su simplygiulia.

L’ANO SI STRINGE E SI ALLARGA?


Caro amico, non si è mai troppo giovani davanti ad un computer per certe esperienze. E anche se questo sito vorrebbe parlare alle volte di cose di cui molti, ivi compreso io, non hanno mai avuto l’occasione e/o le palle di provare dal vivo, sono assolutamente SICURO che hai fatto pupù almeno una volta nella vita. Come sai, uno dei principali scopi dell’ano è quello di fare uscire la merda dal corpo, e già questo semplice obiettivo richiede un certo grado di elasticità della parte. Parlando quindi della capacità di stringersi ed allargarsi dell’ano, o buco del culo, dobbiamo riferirci al muscolo responsabile di tale elasticità. Il quale è definito sfintere, e come potrai leggere sulla mai troppo lodata wikipedia , “provvede a chiudere o restringere l’orifizio stesso, quando richiesto dalle funzioni fisiologiche”. Lo sfintere è la chiave della tua ricerca, quello che ti permette ogni mattina di cacare uno stronzo grande come un wurstel tedesco di vecchia scuola senza ridurre il buco in questione ad un rubinetto costantemente aperto, cosa che avrebbe -se mi posso permettere- risvolti sociali piuttosto scomodi come la necessità per tutti noi di portare pannolini tutto il giorno e/o di costruire un sistema dinamico di tubi di drenaggio in giro per le città. Trent’anni di vita in questo mondo cinico e bastardo, tuttavia, mi fanno riflettere un minuto in più, e considerare l’idea che tu avessi in mente -nel digitare la tua questione, così lapidaria ed inequivocabile- ad una serie di funzioni tutt’altro che fisiologiche, o fisiologiche per un’estensione del termine viziata di contenuti socio-antropologici. Sappi infatti che non tutte le culture occidentali considerano il sesso una funzione fisiologica, e molte di esse scatenano veri e propri anatemi contro il sesso anale. Suppongo sia insomma una questione di apertura mentale, come nelle migliori battaglie sociali in corso o meno. La mia risposta alla tua domanda, purtroppo non suffragata da analisi empiriche né ricerche su google, è sì, ma non metterlo alla prova. Troveresti piuttosto infausta, insomma, la ricerca di un punto di rottura in tal senso.

su terza di copertina.

QUANTE FORME DI FIGA ESISTONO?

La domanda è interessante. La vagina purtroppo tende ad essere snobbata dalla letteratura alta, così che purtroppo non possiamo elencare una serie d’aggettivi che identifichino modelli base riconducibili a canoni estetici ben accettati dal grande pubblico -per capirci, quel che capita al naso. Fermo restando che la fantasia dei singoli individui può davvero far miracoli, e presto o tardi qualcuno saprà distinguere la figa aquilina dalla figa a patata (saltando per il secondo caso le ovvie considerazioni legate alle incursioni di Rocco Siffredi nella TV commerciale).
A livello puramente geometrico, invece, della carne viva è facile affermare che non troverai mai una vagina uguale all’altra, quindi esistono tante “forme di fica” quante fiche sono al mondo. Non posso citarti in questa sede ulteriori studi anatomici.
Un’altra possibile chiave di lettura: forme di figa come a dir forme d’arte o che so, discipline dell’hip hop. Difficile a dirsi. C’è una nutrita letteratura che va a classificare, ad esempio, i diversi tipi d’orgasmo femminile, ma credo che anche il più scientista tra i Grandi Amatori della storia abbia continuato a servirsi della vagina in sé, senza porsi troppe domande su quante forme d’essa esistano. Consiglio lo stesso approccio anche in fase propedeutica.

su perfavorescrivialtrove