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Tag: consumismo

COSA SIGNIFICA LA PAROLA GERONTOFILO?

methuselah

Gerontofilia identifica tutta una serie di comportamenti sessuali compresi in una sfera di interessi di persone giovani verso persone anziane. In altre parole vieni considerato gerontofilo se ti eccitano la carne molliccia, le smagliature della pelle, il triplo mento e i vecchi in genere. Naturalmente lo scarto d’età dev’essere molto consistente , diciamo intorno ai cinquant’anni –il desiderio sessuale nei confronti della madre del tuo migliore amico è una perversione assolutamente straight, tanto per intenderci- ma a quanto mi risulta dalla letteratura in merito non è mai stato fissato da una legge. Questo è per via del fatto che la maggior parte dei sistemi giuridici occidentali non considera la gerontofilia in sé un crimine perseguibile. Esistono alcuni comportamenti ascrivibili a tale perversione che possono essere perseguiti legalmente, come ad esempio lo approfittarsi di donne anziane in carrozzina o di vecchi bavosi incapaci di intendere e di volere, ma sono regolati dalla normale legislazione anti-stupro.

La cosa più interessante in merito alla gerontofilia è il cambiamento della percezione sociale del fenomeno in sé negli ultimi anni. Nel senso che è sempre stato identificato come un paradigma economico che legava ragazze molto fighe e anziani molto ricchi (o anche utilizzatori finali), tanto da diventare negli anni novanta una sorta di sfottò sul genere vero-non-vero con cui mettere in croce modelle ed attricette. L’evoluzione della società civile seguito alla diffusione massiva di internet, invece, ha reso possibile individuare (e addirittura taggare) un’autentica scala delle perversioni gerontofile in base all’età dividendo le femmine più attempate nei video porno in –mi pare- tre macrocategorie: MILF, mature (o anche experienced, mi pare) e soprattutto granny, categoria al cento per cento gerontofila documentata da tutta una serie di video che mostrano che in camera da letto, per i veri futuristi, non c’è conto in banca che tenga. Alla salute.

DOVE POSSO ACQUISTARE PANTALONI ADIDAS

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Caro navigante,
comprendo ed abbraccio la tua frustrazione. Anche io sono in mezzo a una paturnia piuttosto simile da un paio d’anni circa: cerco un negozio dalle mie parti che venda queste scarpe da quando le ho viste ai piedi di Bob Weston, e sono due anni che mi vedo risponder picche. Senza perdermi in ciance, alcune ricerche su internet mi hanno permesso di scoprire che Adidas è un’azienda tedesca specializzata in abbigliamento sportivo da sessant’anni e passa. E se è riuscita a sopravvivere nella memoria collettiva in quello spietato business che è lo sport-fashion di nicchia qualcosa vorrà dire. Sono quasi convinto, tra l’altro, che le scarpe a cui ero più affezionato in assoluto, un paio di sneakers che trovai al mercato intorno ai quattordici anni e che portai ogni giorno della mia vita fino ai ventidue, portassero proprio questo brand. La cosa brutta dell’acquistare pantaloni, tuttavia, è che tendono ad essere scelti in funzione di uno scopo più alto del mero feticismo legato ad un brand -più che altro li si compra per indossarli, ecco. AKA, trovare un distributore online può rivelarsi efficiente dal punto di vista dei costi ma assolutamente improbo a livello di taglie, colori e quant’altro. La foto non è l’oggetto, così come la mappa non è il territorio (lo diceva De Niro in Ronin). Mamma e papà sanno di cosa hai bisogno, e sanno qual è la tua taglia. Ma tu hai una coscienza di te decisamente più scarsa rispetto a quella della donna che ti compra le mutandine da quanto sei nato.
Così, insomma, negozi nella tua città che trattino il marchio Adidas. è dura, visto e considerato che non so da dove stai digitando. Volendo parlare in generale, mi sento di darti alcuni buoni consigli per la scelta di possibili candidati. Prima cosa: lascia stare le grosse strutture, standardizzate su un piattume depressivo di grandi marche e brand da catena low-cost, e poco inclini a rischiare su una firma di vecchia scuola che si specializza in capi d’abbigliamento dal taglio inossidabile e classicissimo, un’attitudine che la grande distribuzione ha imparato a vedere come una sfida diretta a dettami di qualità o di arroganza predatoria da principi del mercato dell’abbigliamento. Dirigiti piuttosto verso i piccoli negozi di nicchia, magari quelli specializzati in streetwear, ma che non siano troppo carichi di se stessi e fissati con il nuovo brand ad ogni costo. Ed evita coloro che ti vendono uno stile di vita assieme ai pantaloncini, al fine di non farti dissanguare al momento di pagare il conto -in fin dei conti occorre pensare al portafoglio, in momenti di crisi. Quanti ne rimarranno fuori? Forse uno o due in tutta la città, probabilmente gestiti da vecchietti decrepiti che del vestire comodo hanno fatto la propria missione di vita e sanno coltivare rapporti commerciali di lunga durata con un brand che è cresciuto insieme a loro e li ha aiutati a definire la loro estetica. Ed è proprio in quegli scaffali malfermi che potresti trovare, dopo mesi e mesi di ricerca, un paio di pantaloni di felpa Adidas che mostrino a tutti l’appeal classico e sobrio, sebbene lontano da dietrologie di sorta, che il tuo camminare va scandendo a chiare lettere. Non è una passeggiata, ma ne vale la pena.

Per chiunque sia interessato a conoscere Adidas, giro il link al sito ufficiale, se vogliamo un po’ spartano -segno di una gestione ancora estremamente DIY che ha quel che di eroico. Referrer fornito da Giorgio.