CERCASUGOOGLE

spiega cose che qualcuno crede vadano spiegate

Tag: domande e risposte

I CANI SOFFRONO QUANDO HANNO IL CALORE?

Il referrer me lo allunga Davide. Per analisi approfondite sulla natura canina magari scrivete a Livia. Per come la vedo io, in ogni caso, le soluzioni con il vostro cane possono essere due:

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1 TOSARLO. Con il volpino della mia morosa ha funzionato, soffre molto meno la stagione e si lamenta il giusto -ha cambiato anche personalità, a dire il vero. Sta diventando davvero molto simile a un cane e ne parlerei nel dettaglio, ma non vorrei che questo blog diventasse una cosa alla Io&Marley. Già ho i referrer pieni di pervertiti e zoofili.

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2 CAMUFFARLO DA CANEAPE. Che magari non serve tantissimo per la sua temperatura corporea ma lo integra nel cosmo con facilità e slancio, oltre che darvi la giusta ispirazione se avete la necessità di comporre un pezzo à la Animal Collective.

COSA POSSO FARE QUANDO NON C’È NIENTE DA FARE?

Questo è il tipico esempio di usare Google in modalità ultimate resource. La risposta comunque è NIENTE. Scusa se te lo dico così, ma se le definizioni che usi sono stringenti e puntuali il senso della frase è chiaro ed inequivocabile. Non c’è niente da fare e quindi non puoi fare niente. Quello su cui comunque dobbiamo davvero discettare quanto prima è la reale possibilità che esistano situazioni in cui non ci sia davvero nulla da fare, rimanendo nella sfera della normalità e dell’esistenza: a titolo di esempio mi ero figurato una situazione di assoluta immobilità, tipo venire legato e seppellito nel bel mezzo del deserto del Sahara con solo la testa fuori, in attesa di morire per un’insolazione o quel che è. Ma ho pensato che anche in quel caso, tanto per dirne una, puoi metterti a sbattere i denti in maniera ritmica cercando di diventare abbastanza bravo da assegnare un suono diverso ad ogni dente che sbatte sull’altro e riuscire a simulare quasi alla perfezione una batteria –magari affinando la propria abilità nel corso del tempo cercando di imparare con i denti delle tracce di batteria sempre più complicate. Se riescono a liberarti dalla situazione puoi andare anche a uno di quei programmi tipo la Corrida a suonare la batteria jazz con i denti, e magari concedere qualche intervista raccontando la tua storia di sopravvivenza attraverso l’arte alla Antoine De Saint-Exupery. Parlando di esperienze personali, l’unico momento della vita in cui mi sono trovato in una situazione simile che ricordo, a parte le visite dal medico (ma spesso puoi trovare in sala d’aspetto riviste di gossip vecchie di due anni), è stato una volta mentre con un amico mi sono trovato ad attenderlo in bici davanti a casa di un tizio da cui doveva comprare un joystick. In buona sostanza me ne sto lì, dice che ci mette due minuti e invece rimane dentro un’ora. Così, senza nulla in tasca né niente, decido di impiegare il tempo libero a cercare di imparare a sputare come un vero uomo. Sai quel modo pauroso di sputare come quelli che masticano tabacco, a getto d’acqua. Mi metto a produrre saliva e ne mollo uno, ma non mi soddisfa. Così riprovo. Nel frattempo ne sparo uno un po’ più piccolo. Dopo un po’, visto che non riesco a sputare a getto in maniera soddisfacente (anche perché se sputi trenta minuti a fila ti rimangono solo delle sacche di saliva totalmente insufficienti), provo a disegnare alcune costellazioni. Quand’ero ragazzino le conoscevo tutte, adesso riesco solo a ricordare cassiopea orione e i due carri. Comunque cerco di riproporle in una condizione dinamica, con il dragone che passa in mezzo agli altri e tutto quanto. Sono abbastanza avanti nell’opera, fermo restando che per un paio di stelle ho sbagliato clamorosamente la mira, quando il mio amico torna. Guarda per terra sconvolto e non nasconde l’approvazione: avevo coperto qualcosa come tre metri quadri con la mia saliva. E valeva anche come rimprovero per il tempo che aveva impiegato. Tanto per dirne una.
In ogni caso, sono convinto che nel dire “non c’è niente da fare” ti riferisci ad una serie di situazioni in cui semplicemente non stai studiando né lavorando e papà non ha tempo per portarti a Gardaland né niente. In questo caso suppongo dipenda dal budget a tua disposizione, ma per queste specifiche condizioni l’umanità ha inventato modi di passare il tempo chiamati, appunto, passatempo. Vale a dire un’attività qualsiasi, possibilmente animata da una logica incrementale. Perlopiù inutile, anche se magari non esplicitamente dannosa (alcuni miei amici da piccoli passavano i pomeriggi ad incendiare benzina e alcool, e come cosa è divertente anche se non propriamente sicura o costruttiva). Elenco parziale: disegnare, scrivere cose, legger libri, fare un solitario, collezionare insetti morti, scaricare software inutili, riordinare casa, fare costruzioni con gli stuzzicadenti, fare tirassegno su bersagli inanimati con la pistola ad aria compressa, costruirsi un corpo da culturista a forza di ginnastica, dipingere le pareti di camera tua, incidere i mobili vittoriani della camera da letto dei tuoi con un coltello da cucina (sconsigliato), correre in bici, usare uno skateboard, imparare a suonare uno strumento, montare un canestro sul muro esterno di casa, guardare film all’impazzata, imparare a far foto con il cellulare, dar calci contro il muro a piedi nudi, imparare una danza, tirar sassi alle lattine, iscriversi ad una polisportiva, comprare un boomerang, imparare qualche trick con lo yo-yo (molto carino, per molto tempo lo portavo in giro –tanto per fare qualcosa mentre passeggiavo), telefonare alla tua più cara amica e fare gossip spinto per tutto il tempo (consigliato avere una tariffa flat), e via di questo passo. Oppure starsene stesi a riflettere su cose guardando il soffitto della camera da letto e cercare di arrivare ad un nuovo stato di coscienza. Magari prendendo appunti di tanto in tanto.

un altro grazie a simplygiulia.

COME CERCARE LE COSE SU GOOGLE


(clicca per ingrandire)

Partiamo dal fatto che se vai su Google, seguendo il link, ti troverai una pagina non dissimile da quella che vedi tagliata nell’immagine sopra.
Il campo 1 è quello nel quale digiterai le parole chiave per la tua ricerca. Suggerimenti: Google non s’incaponisce sull’etichetta, quindi non è necessario chiedere le cose mettendo un punto interrogativo alla fine né chiederlo per favore né strozzare la frase a furia di imperfetti e condizionali come facciamo in Romagna quando non vogliamo sembrare dei pezzenti (con scarsi risultati, nel caso concreto). Nell’avventurarsi in un motore di ricerca, ad ogni modo, devi avere una vaga idea di come ci si muova nel complicato labirinto della lingua, sapere cosa si intenda per connotazione o denotazione, persino cosa si intende per parola chiave. E via di questo passo. Naturalmente non è necessario far parte dei Garzoni dell’Infarinato per scovare notizie in merito all’ultimo disco di Syria o alla morte di Alessandro Magno, ma dipende da quanto saranno essoteriche od esoteriche le ricerche nelle quali vorrai avventurarti. Nel senso: una ricerca molto puntuale dà molti meno risultati di una ricerca più generica, ma nel secondo caso dovrai districarti tra una serie di risultati non-inerenti che potrebbero farti prendere male e portarti lontano dalla soluzione al tuo quesito specifico -e nonostante quel che dicono in giro, l’esempio fatto poco sopra ci dice che non è possibile trovare risposta a tutto nemmeno su internet.
Il campo 2 è il tasto da cliccare (o clickare) dopo aver digitato la domanda -se non hai voglia di premere INVIO, che è equivalente. In alternativa puoi cliccare il tasto di cui al campo 3: Google non ti manderà ad una lista di opzioni suggerite dal motore di ricerca bensì ti rinvierà a quello che è il primo sito internet nella lista di Google corrispondente alla chiave di ricerca inserita. Può funzionare, ma perché togliersi il piacere di valutare una scelta? Risposta: per vedere cosa può succedere nel momento in cui la scelta mi è negata. Alcuni usano il tasto “mi sento fortunato” come un vero e proprio punto fermo della loro dialettica: a me va benissimo, ma non necessariamente al resto del mondo. Le scelte di cui al campo 4 sono ben intuibili: puoi cercare le cose su tutta la rete, in pagine italiane o in pagine in italiano -resta da comprendere la sottile distinzione -di stampo marcatamente individualista, se lo chiedete a me- alla base della distinzione tra la seconda e la terza voce. Probabilmente si tratta del retaggio anglofono di Google, poiché la distinzioni tra pagine inglesi e pagine in inglese è decisamente più marcata -ma anche sticazzi, insomma.
Il resto dei campi, dal 5 al 12, è soprattutto riservato al tuo piacere personale e/o alla capacità di realizzarti cazzeggiando con le opzioni di ricerca. Sono strumenti per evitare che la ferrea matematica di Google dia precedenza a certi risultati piuttosto che ad altri secondo criteri di ordinamento che puoi non condividere, così che sarai tu ad impostare questioni chiave riguardo alla pertinenza o meno. Lunga storia, e andando avanti scoprirai per filo e per segno di cosa sto parlando. Mi chiedo solo, fuori dalle telecamere, perché cerchi su Google come cercare le cose su google. Oltre che per sfottere me.

(da QUI. sono orgogliosissimo, in effetti.)