CERCASUGOOGLE

spiega cose che qualcuno crede vadano spiegate

Tag: paranoia sociale costruttiva

CI SONO FARMACI PER LA PARURESIS

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Per chi se lo stesse domandando, la paruresis (o shy bladder syndrome, sindrome da vescica timida) è un disturbo della personalità che ti impedisce di pisciare in pubblico. Ricordo di una volta, alla visita per i militari (un luogo e un momento dove i traumi adolescenziali te li vendono col 4×2), che un tizio del mio gruppo rimase quaranta minuti con il pisello attaccato a una provetta con medici e sergenti che gli urlavano cose tipo MUOVITI! e lo ingozzavano di acqua minerale per poter timbrare il cartellino e mandarci tutti affanculo. Leggendo wiki si impara che in realtà la paruresis colpisce una fetta di popolazione mondiale assolutamente rilevante: il sette per cento degli uomini in terra, più tutti quelli che si vergognano a dirlo. Frequentare bar e osterie mi fa concludere che la maggior parte di costoro vivono probabilmente in Nuova Zelanda, ma magari no -se uno sa di averla magari non ci prova nemmeno. In qualsiasi caso, essendo del tutto impreparato sull’argomento, per trovare una risposta alla tua questione mi sono avventurato nel sito ufficiale della Comunità Italiana Paruretici (la quale, mi piace pensare, fa conferenze annuali in qualche aula magna senza gabinetti): un bel sito pulito e fatto con criterio, annunciato dalla suggestiva immagine di un ragazzo e una ragazza seduti su un prato, lui che punta il dito in lontananza e in sovrimpressione la scritta OLTRE L’ORRIZZONTE -gente a cui piace la poesia al punto dal volerla utilizzare a viva forza anche parlando dell’incapacità di farla in un cesso pubblico. Una volta accettata la doppia R di cui sopra, anyway, paruresis.it è un’autentica miniera di informazioni utili: “Esitare ad urinare in un bagno pubblico ha poco a che fare con la paruresis, che invece porta il soggetto ad una situazione di panico, nervosismo eccessivo, palpitazioni e disorientamento. Insomma in determinate occasioni la visione della realtà è, potremmo dire, distorta da una serie di fattori: ad esempio il fatto stesso di non trovarsi comodamente nel bagno di casa porta comunque ad un senso di  generico disadattamento alla situazione generale; il timore di essere osservati dalle persone che si trovano ad urinare e di quelle che potrebbero arrivare; ancora pure la paura di essere criticati per il fatto stesso di non poter riuscire nell’ atto, inibisce (come in un circolo mentale vizioso) il paruretico“. E via continuando sulla falsariga. Per quanto riguarda la richiesta in sè, molti -anche la stessa Comunità Italiana Paruretici- danno per scontato il fatto che sia un disturbo psicologico più che fisico, quindi diciamo che una pastiglia per pisciare agevolmente in pubblico sul mercato non c’è. Pensavo che la bevanda inventata da Arth Guinness a suo tempo avrebbe potuto essere una soluzione sia per il puro e semplice processo di diuresi che per i meccanismi di inibizione psicologica a monte, ma un anonimo nei commenti mi assicura che sette pinte potrebbero far finire un paruretico all’ospedale, che potrebbe non essere il miglior fine serata di tutti i tempi. Trovato da nuxx, su Inkiostro.

ALLERGIA ALLA MARMELLATA DI FICHI

La principale causa dell’allergia alla marmellata di fichi è la marmellata di fichi. La soluzione, qualora qualcuno ne sia affetto, è di sostituirla con confetture ricavate da altri frutti. Esiste infatti una ragionevole percentuale di casi in cui la confettura di fichi contiene effettivamente fichi -e nel caso specifico una marca vale l’altra. La mia carta vincente è tuttavia miele d’acacia, perché l’unico piatto sensato che preveda la marmellata di fichi è una scelta di formaggi da taglio piccanti -ed il miele è comunque un’ottima seconda piazza per addolcirli. L’unico caso in cui sia da preferire un trattamento preventivo con antistaminici è quello in cui siate catturati da un branco di aborigeni nelle isole Salomone, come è successo al povero Gianni Sassi di Flero (BS). Fotografo naturalista in epoca non sospetta, si avventurò con il fratello Pietro (il quale si faceva spesso chiamare Gigi per evitare gli ovvi sfottò nome-cognome) in un’isola minore dell’arcipelago a caccia di scatti di tartarughe autoctone nel 1974. I due vennero catturati da una tribù locale insospettiti dalle loro Pentax. Dopo essere riusciti a convincerli di non essere una minaccia per la popolazione, vennero portati dal capotribù e venne loro offerta una confettura di fichi, preparata dalle donne del villaggio per gli ospiti di riguardo, ma sapendo d’essere allergico Pietro decise di rifiutarla, non sapendo di mancare di rispetto al dio del popolo di aborigeni in questione. Il signore della guerra del villaggio decise seduta stante di metterlo a morte, conficcando grossi pali appuntiti in sedici diverse parti del corpo. Visto il fratello morire così cruentamente, Gianni decise di inghiottire tutta la marmellata di fichi che i locals volevano offrirgli. Non fu un buon momento per lui, e lo schifo per gli sfoghi che gli vennero sul collo era secondo solo al dolore per la perdita del fratello. Dico solo che nel caso siate allergici e vogliate comunque farvi un giro in qualche isoletta del pacifico dovreste prendervi dietro una dose di adrenalina, o farvi un paio di punture prima di partire.

Da qui. evvai.

APPELLATIVO PER CHI HA LE ASCELLE SUDATE

Er Fontanella, Lochness, L’Idraulico, Laghetto, Master Melma, Stagno e Ollio, Idrovora, Fabbisogno, Retefognaria, Macchianera (da non confondere con l’omonimo blogghe), Lavaindossa, Aquaman, Igrometro, Gatorade, Foresta Pluviale, Waterworld, Ashellac, San Piero in Bagno, AsciugoniRegina, Boiling Point, Vapore Acqueo, Ansa Valliva, Arno, Draga, Er Pozza, Vajont, Idratante, Martini Dry, Rafting, Cascata delle Marmore, Vaporella, Vaporidis, Chi Pezza Non Puzza, Poltergeist, Ectoplasma, David Cronenberg, Gene Kelly, Apnea, Waimea, Spalla Cotta, Poseidone, Terme di Caracalla, Bolletta dell’Acqua, Traspirello, RiccioDiMare, Sudoku, CalottaPolare, Titanic (o anche LeonardoDiCaprio), Niagara, Scottex, Pampers, Mondi Sommersi o Il Mio Corpo Che Cambia o anche solo PieroPelù, Curling, Carolina Kostner, Ombromanto, Litro, John Fonte, Simo (solo se il suo nome di battesimo è Simone o Simona).

la chiave l’ha trovata manuela.

COME STAI?

Caro amico,
è vero che è meglio porre domande a Google nella forma più corretta come poco sotto ho cercato di spiegare. E sono convinto che cercare di raggiungere la necessaria confidenza con il portale in questione sia molto utile sia in termini di ricerca che dal punto di vista di un discorso puramente ideologico e (perchè no) storico/storiografico. In fin dei conti lo strapotere di google in tutto il discorso di sviluppo web et similia pone il quesito di come si voglia, debba e possa porre le basi di una collaborazione utente/motorediricerca che vada oltre la monodimensionalità di un do ut des le cui (mal)celate implicazioni economiche foraggiano una compagnia il cui mestiere della pervasività sta arrivando a livelli grotteschi. Detto questo, non mi sembra comunque una buona scelta lavorare così tanto sull’etichetta di un’amicizia posticcia e sopravvalutata allo scopo di creare ex-novo un subnetwork in cui la malriposta fiducia che una parte pone nell’altra abbia il sopravvento su un discorso di sistema. Davvero. Suona un po’ come quei domandoni del cazzo in malafede che gli amici meno cari ti fanno mentre piombano in casa tua per chiederti in prestito forzato i DVD della quinta stagione di 24 nonostante non ti abbiano ancora reso la terza e la quarta. Il fatto che Google sia nella sua forma più pura un’entità sul confine ideale tra concreto ed astratto non ci porta di un millimetro più vicini ad una soluzione in tal senso: conviene che la tua pervicacia sia rivolta all’affinare l’abilità nella ricerca più che a leccare il culo al motore. Google è in salute, se la cava da dio, è in costante evoluzione e vuole la tua anima. Chiedigli pure ciò che vuoi saltando i convenevoli. Funzionerà.

su saitenereunsegreto.

VESTITO PER ANDARE A UN CONCERTO DEI RADIOHEAD

Da diverso tempo ho deciso che le mie frequentazioni di kermesse da stadio/auditorium e quant’altro si debbano svolgere in condizioni di sostanziale impermeabilità nei confronti della maleducazione agreste del tipico avventore da concerti della morte e del vaffanculo con ventimila anime in pena pressate l’una ai sudori fetenti dell’altra che applaudono ogni scorreggia del supereroe che per vedere han pagato quaranta euro -più almeno altrettanti in benzina ed autostrada, senza contare la cifra a spendersi in alcolici e droghe leggere. La mia idea in proposito è di reinventare la propria figura così da far coincidere ostruzionismo e costruzionismo: camicia ben inamidata, pantaloni lunghi, scarpette a modo, barba rasata di fresco, capelli pettinati. Niente droghe, giusto un paio di birre se capita di voler stare bene. Trucco agevole ancorché non eccessivo per le ragazze, vestitini leggeri e voce bassa. Buttate le spillette giù per la tazza del cesso qualche ora prima di partire, così da non cadere in tentazione. Quando ero ragazzo imparai da un mio coetaneo che mettere ad un concerto la maglietta del gruppo che suona è da terroni; non ho ben idea di cosa significhi, ma ho sempre rispettato l’assioma. In fin dei conti -pensateci- il vostro mestiere dell’appartenenza ad un concerto di Vasco* è già ampiamente dimostrato da quell’orribile bandana in poliuretano espanso che portate sulla fronte a proteggervi dai colpi di calore e a massacrarvi la fronte di brufoletti da sudore. Potreste addirittura amare un altro gruppo al mondo, intendo. Indossatelo ed evitate le magliette con stampa plasticosa di due metri quadri. Indossate Burzum ai concerti di Coldplay (Burzum funziona sempre un sacco). Un’altra splendida idea, parlando in particolare di Radiohead, è stampare magliette antagoniste e magari venderle sottobanco in mezzo al pubblico, un bel logo a caratteri cubitali concepito per l’occasione e recante messaggi di scriteriato antagonismo ex-ante. Tipo ad esempio

o meglio ancora

Diamo comunque per scontato, mio/a anonimo/a amico/a, che la sfrontata ineleganza casual dello stile baggy degli abiti di scena di Thom Yorke e compagni ti dia il permesso di andare ad un loro concerto vestendoti come cazzo preferisci, o anche nudo/a come un bruco, senza destare troppo scalpore. Buon concerto.

*Rossi.

su stereogram.

MI LASCIA E SI METTE CON UNA PIÙ BRUTTA

Eh, lo fanno, lo fanno (cit.). La questione è complessa ma cercherò di dare il mio meglio, renderla semplice e bypassare i peggiori luoghi comuni in merito.
Ti prego come prima cosa di considerare alcune significative prese di posizione dell’arte e della cultura del novecento in generale, come esercizio intellettivo propedeutico: Marcel Duchamp, arte povera, musica concreta, Ed Wood, rotten.com, John Carpenter, Frigidaire, noise giapponese, James Ballard, Silvio Muccino, il recupero del trash all’italiana, Jackass, Maria de Filippi, i Fumetti della Gleba e simili (potrei andare avanti per sette righe). Gente che opera in un campo dello scibile che rifiuta di arrendersi al “bello” ad ogni costo e preferisce elaborare la propria opera in senso intellettuale, o in alternativa abbracciare l’orrido come categoria dello spirito e netta presa di posizione -facendo spesso di tutta l’erba un fascio, ma nondimeno. Intendo dire che alcuni uomini (e donne) non si lasciano prendere la mano di fronte ad un corpo scolpito ed abbronzato d’una tintarella uniforme e brillante e riescono ad immaginare un futuro con te che vada oltre l’idea di poter raccontare agli amici di averti eiaculato dentro. Sappi anche che la macroeconomia ha da tempo introdotto il concetto di lungo periodo -indicatore chiave per discettare intorno a certe manovre degli stati sovrani intorno a tassi di sconto e di inflazione e quant’altro. Lo stesso John Maynard Keynes amava ripetere che “nel lungo periodo saremo tutti morti”, figurarsi dunque cosa succederà al tuo corpo con il sopraggiungere dell’età. Il punto chiave, cara anonima ragazza, è che il relativo incremento dell’erudizione degli individui che compongono la nostra società ha delineato uno scenario in cui il mondo si distacca sempre più dallo standard un po’ anni ’80 di certa televisione nazional-popolare; ed in uno scenario del genere qualsiasi ragazza brillante/spigliata/comprensiva che badi a coltivare la propria personalità quanto il proprio viso ha la possibilità di beccarsi un PrimoDellaClasse. E stiamo parlando solo di massimi sistemi: immaginati il fascino che può esercitare in prospettiva sapere che quell’altra racchia è figlia di gente con in mano il 32% del capitale di qualche multinazionale farmaceutica. Ma sono fermamente convinto che la preferenza del tuo Lui sia andata ad una ragazza dotata di capacità intellettive, parlantina sciolta ed assenza di vincoli religiosi nel vs. privato. Sono convinto che, al contrario di te, la ragazza in questione non mette Siddharta di Hesse o L’Alchimista di Coelho in cima alla lista dei suoi libri preferiti. Sono convinto che quella racchia di merda non lo costringe a passare il giovedì sera in casa per guardare la finale del reality e non lo costringe nemmeno a uscir di casa per il compleanno della Lety (o della Francy o della Marty o della Fede) la sera della finale dei mondiali di calcio. Sono ragionevolmente convinto del fatto che Lui abbia preferito una ragazza che basi il suo giudizio sugli esseri umani a lei vicini su parametri di discernimento che esulino da logiche zodiacali e che non gli abbia regalato dischi di Gigi d’Alessio per natale (alludendo evidentemente al fatto di non voler passare il capodanno con te). Nell’ipotesi di cui sopra, insomma, a questo Lui vanno il plauso la stima e la promessa di birre offerte da parte mia e di molti altri come me. Il mio advice è di considerare la ragionevole alternativa -per te- di passare ad un sistema di valori di classe Raffaella Carrà, trovare un altro ragazzo più bello e privo di problemi, e smettere di ammorbare Google con la tua mancanza di autofocus.

su pioveconilsole.

I METALLICA CANTANO UNA CANZONE CON LA COLONNA SONORA DI UN FILM, QUAL’E’?


La domanda è capziosa. Non riesco molto bene a comprendere se cerchi un pezzo dei Metallica contenuto in qualche colonna sonora (tipo, ad esempio, la ben nota I Disappear, pezzo scritto in uno dei momenti più dimenticabili della carriera della band a supporto della colonna sonora di Mission: Impossibile 2; o la For Whom The Bell Tolls remixata da DjSpooky nella OST di Spawn) o se piuttosto ti riferisci a qualche campionamento da colonne sonore famose che i Metallica stessi usano nelle proprie canzoni. Nel secondo caso comunque non ho notizie, anche perché non sono mai stato quel che si dice un cultore assoluto della band di San Francisco (sul genere thrash californiano anni ’80 sono decisamente molto più pro-Slayer, mi sono sempre trovato piuttosto a disagio con le esigenze evolutive dei gruppi metal, come riassume brillantemente lo zio Henry in questo video). Una notizia che potrebbe salvare l’insipida mia ignoranza su questo punto particolare è che i Metallica sono soliti aprire i loro ben frequentati concerti con un brano della colonna sonora de Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo (Morricone, naturalmente). Sia ben chiaro: se questa è la notizia che cerchi, la tua domanda non è solo opinabile dal punto di vista linguistico ma anche -e soprattutto- incomprensibile se non al prezzo di una serie di inferenze del tutto pretestuose, un po’ come a dire i Sei Gradi di Separazione tra la verità e ciò che il tuo cervello riesce ad inscenare. Volendo esserti utile, tuttavia, ti ricordo che la parola METALLICA digitata a qualsiasi titolo in un motore di ricerca rischia di scatenare contro di te un esercito di spyware e/o svariati altri paraculi che cercano di impedire, o quantomeno contingentare, la diffusione massiccia ed incontrollata di musica gratuita -e magari di scarsa qualità- in giro per il world wide web. L’argomento è già stato battuto più che a sufficienza, e se ora la parola Napster fa quasi venire in mente una sorta di movimento culturale storico dei primi anni zero, Lars e compagni sono probabilmente ancora adirati contro chiunque voglia far passare di mano la loro musica senza corrisponder loro un giusto compenso in termini di royalties. Ma se mi stai leggendo, anonimo navigante, ti prego davvero di farti un altro giro su google, possibilmente con una seconda ricerca più dettagliata. Tipo i metallica cantano una canzone con la colonna sonora di un film d’azione con o senza tom cruise che fa mmmh mhhhhh mhhhh hhhhaaahhhaaa nel ritornello, qual’e’?. Nel caso, prometto maggior precisione.

su valido tv.

CHE FARE SE UN RAGAZZO TI TOCCA?

Tre parole, amica mia: sprayalpeperoncino. Rovistando su sprayantiaggressione.it troverai un elenco sterminato di cose che potrebbero cambiarti la vita. a partire da un ritaglio stampa fino ad arrivare ad una pagina che illustra i termini legali del girare armati di bomboletta di spray antiaggressione. Un caro amico ha valutato le varie opzioni e consiglia molto Luxuria, ideale crossover tra l’indipendenza di una donna moderna capace di difendersi con le proprie forze e la necessità di non perdere un briciolo di stile nel momento in cui l’estrai da una borsetta carica di cosmetici Dior o Shu Uemura. La mia preferenza invece, dopo un’occhiata parziale al sito, va decisamente alla penna spray antiaggressione OC : non solo è pratica mimetica ed infingarda, ma le istruzioni sono scritte in quattro lingue e nessuna di esse (a parte il giapponese: non so leggere gli ideogrammi e non posso giurarlo) si arrende all’uso del banalissimo escamotage stilistico “ne fa fuori più la penna della spada”. RISPETTO.
Nel caso in cui spruzzare una bomboletta di schifezze addosso ad un essere umano -anche se ha osato toccarti- non si accompagni al tuo codice etico, tuttavia, esistono soluzioni altrettanto sicure e scaltre segnalate nello stesso portale. Potresti ad esempio voler affidare la tua sicurezza personale ad un allarme acustico portatile che ti permetta di viaggiare tranquilla per il centro ad ogni occasione. La descrizione è sufficientemente chiara: con un dischetto grande quanto un portachiavi puoi generare 140 decibel, che controllando sulla solita Wikipedia ho scoperto essere 10 db oltre la “soglia del dolore” e ben 20 db sopra ad un concerto dei Megadeth. Prova a farlo squillare: vedrai che la prossima volta il ragazzo in questione vorrà pensarci un minuto in più prima di sfiorarti l’avambraccio in buona fede. Se invece vorrai essere davvero splatter e metropolitana ti conviene buttarti subito sul rossetto con lama retrattile, che usa lo stesso criterio di un rossetto tradizionale -ma girando la ghiera esce una lama letale. Mai più senza.

su simplygiulia.