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FACEBOOK.COM PARLA CON LA VOCINA NEL CERVELLO

carmineEd ecco qualcosa su cui siamo arrivati molto prima di Wired e Complottoemezzo. La sconvolgente rivelazione è di Angelo: alcuni studenti del Dams di Bologna sono riusciti ad entrare nel database di Facebook e hanno preso coscienza di un software che spara messaggi subliminali atti ad installare un firmware vocale all’interno della corteccia cerebrale degli esseri umani. Questo pericolosissimo parassita è nient’altro che la testa di ponte di un nuovo network a cavallo tra reale virale e virtuale e potrerà, ebbene sì, alla colonizzazione del pianeta terra da parte degli animaletti della Pet Society. OMG. Serio?

Sì. La merda è serissima. Il software è una specie di vermone wireless autosostenibile e dinamico, vale a dire che si collega ai vermoni negli altri cervelli proiettando una visione del vero che è sì distorta ma al tempo stesso condivisa da tutti gli infetti. Noi, voi, loro. Se hai un account su Facebook, probabilmente quel grosso pesce a nove pinne nell’acquario del bagno NON ESISTE. Ma tutti i facebook-maniaci italiani che vengono a cacare nel tuo bagno lo vedranno uguale a come lo vedi tu.

Stando alle fonti, abbiamo persino i franchi tiratori in casa: molti personaggi chiave all’interno della polizia postale italiana e delle pari strutture di ognuna delle nazioni civilizzate sono stati cooptati dagli animaletti (organizzati secondo una sorta di logica orwelliana) per assicurare il completamento delle procedure di colonizzazione senza intoppi. Un file riservato all’interno del database getta le basi di un algoritmo antropomorfo che renderà pressochè indistinguibili i pet dagli esseri umani, stile Essi Vivono. Credete che LA CRISI sia frutto di una congiuntura economica e di un tracollo bancario? Proprio mentre state qui davanti a leggere, Facebook vi urla nel cervelletto “CONSUMA, OBBEDISCI, LAVA IL TUO ANIMALE, BACIA GLI ALTRI ANIMALI. SII IL TUO ANIMALE”. E cose simili. Occorre porre un freno. Ho preso contatto con la resistenza in seno alla Pet Society, un ristretto novero di animaletti deterministi capitanati dal mio pet, Riccardo. Lancerò un appello su Facebook. Firmatelo, spogliate il vostro animale dei suoi averi e muovete guerra all’establishment. Passate a Twitter, aprite un tlog, fate quel che preferite, ma agite ORA.

(Lo so, così a grandi linee sembra un po’ quel che ci si aspetta dalla trama di Avatar. Probabilmente lo è, da cui il legittimo sospetto che in realtà tutto questo sia solo un enorme viral pubblicitario di James My Heart Will Go On And On Cameron).

PS: il losco figuro della foto, che ci piace chiamare Carmine, ha una web-storia tutta sua. Della quale  non ho voglia di dir nulla, ma vi linko senz’altro la colonna sonora ideale.

MITOPOIESI vs RIVOLUZIONE ANARCHICA

Qualche ora fa me ne stavo a Bologna a bere una Fanta con il mio amico Nanni Cobretti. Nanni butta un occhio alla colonna davanti alla quale eravamo seduti e mi dice “vedi un po’ questo”.

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Per certi versi sono commosso.

PERCHE’ FARE COLAZIONE NELLA PRIMA MEZZORA

CAZZO, hai ragione. Una forma di ribellione vale l’altra, ma diciamocelo forte e chiaro: NON HA ALCUN SENSO. Esempio: la colazione in pasticceria sulla strada del ritorno dalla disco, cioè nell’ultima mezz’ora. Altro che l’espresso alle sette del mattino, come a dire vita vuota ed autostima in pezzi, voi cazzo di robot preprogrammati con il rifornimento all’automa-ti-co senza alcun momento di creatività pre-lavorativo. Io alla mattina digiuno, come Pannella, come Gandhi, come una cazzo di modella. Se sgarro mi sparo un mandarino, altro che cannoli. Voglio sentire il peso del cibo che mangio, perchè è carburante, serve all’overload, stende, spiana, sgorga dai miei orifizi più indegni, SBOCCARE. Ecco cosa. Caffè e brioche prima di andare a dormire. Finito un concerto a Bologna, tornando in autostrada, cappuccino e muffin. La barista dell’autogrill che ride per come cazzo è ridotta la mia faccia. Niente più file alle sette e mezzo per prendere un cappuccino in qualche bar milanese del cazzo con cameriere magrebino in livrea che ti chiede se lo vuoi macchiato caldo o freddo. Io il mio cappuccino me lo fo alle tre del pomeriggio, mezz’ora dopo pranzo e venti minuti prima di cena. Accompagno con tramezzino ai cardi prosciutto e mi ci faccio versar sopra un po’ di rosolio, ecco cosa. Cappuccino alla besciamella nemoetnico, radere al suolo la tradizione radere al suolo lo stato italiano e l’impossibilità di un cambiamento, puntare la sveglia alle quattro di notte, sei redbull alla goccia e tornare sotto il piumone aspettando comatose che entri in circolo. RIVOLUZIONE, prendere la bastiglia a forza di cappuccini random. Il barista ha finito il latte Alta Qualità alle sei del pomeriggio? Avviso di sfratto, ronde cittadine, esercito. Violenza sui giovani, il nostro futuro, pasta ai fagioli fumante appena svegli, così col cazzo che te ne torni a casa un’altra volta con il tuo cazzo di hangover. Yes-we-can. Lo diceva pure Bob Mould: Revolution starts at home, preferably at the bathroom mirror. Ma anche al bar dei bucaioli di fronte al liceo. EMBARGO!
Da monolocalgarage.