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spiega cose che qualcuno crede vadano spiegate

Tag: statistica

QUANTE SCOPATE FA UNA DONNA NELLA VITA?

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Vediamo di fare una botta di conti.

Intanto occorre considerare un bacino di riferimento, vale a dire quello di un sistema politico/economico/sociale/culturale/religioso piuttosto che un altro. in un paese dove le donne che tradiscono il proprio marito vengono uccise a colpi di pietra il numero di scopate tende -credo- a essere minore di quello in un paese in cui le donne che tradiscono il proprio marito possono anche sperare in un avanzamento di carriera. Per comodità ci riferiamo alle donne che vivono in una democrazia occidentale che possa vantarsi coi vicini di stare dentro al G8, tipo l’Italia.

In Italia l’aspettativa di vita femminile è intorno agli ottantadue anni. La fertilità della femmina di essere umano va all’incirca dai dodici anni ai cinquanta -questo in accordo con uno dei tanti rapidi esercizi di googling che ho usato per compilare questo post. Pare comunque che l’arrivo della menopausa non incida sulla libido della femmina, questo stando anche a una ricerca “molto interessante” pubblicata sulla rivista Menopause International (che verosimilmente potrebbe essere il nome del mio prossimo blog). I fattori che incidono sulla cosa sono altri: tenersi in forma piuttosto che non farlo, ad esempio. Tanto per fare una cifra tonda, potremmo fissar la fine dell’attività intorno ai settant’anni. Ora, il punto è definire la distribuzione del numero di rapporti sessuali nel sessantennio di attività sessuale dell’individuo di sesso femminile.

Una nota a margine: se considerate l’effetto Trilussa (se io mangio due polli e tu zero abbiam mangiato un pollo a testa), unito all’assunto che maschi e femmine siano più o meno cinquanta e cinquanta, e che la quantità di omosessuali fratto libido media dell’omosessuale sia la stessa in entrambi i sessi, si può ragionevolmente concludere che un uomo e una donna abbiano mediamente lo stesso numero di rapporti sessuali in vita.

Considerare la distribuzione statistica dei rapporti sessuali mi farebbe scornare con il tempo, e visto che questo blog lo tengo gratis metto insieme giusto un paio di concetti. Il sistema religioso, gerarchico e penale italiano tende ad interdire l’accesso agli organi genitali altrui finchè non sopraggiunga l’età della ragione. D’altra parte il coito per sua natura è un bene di consumo la cui fruizione segue fasi legate al concetto di FOTTA in una maniera non troppo dissimile da cose come videogames, punk rock, serie TV, calippo alla menta e Nike Air Jordan (nel senso che i primi tempi ci vai sotto e non vuoi altro che quello, poi inizi a metterlo dentro la tua agenda in dosi ragionevoli e prima o poi finisci per disinteressartene). Nei primi anni quindi il desiderio di fare sesso tende ad essere molto più alto che negli ultimi anni, ma è altrettanto vero che l’influenza della chiesa cattolica è molto più forte dai dodici ai vent’anni rispetto a quanto lo sia dai venti ai trenta. E fino ai diciotto sono da sommare le pressioni coercitive dei genitori e le leggi di tutela dei minori. Quindi diciamo che per avere una stima MOLTO approssimativa potremmo dividere il numero di amplessi annui pro capite in quattro macro-periodi.

Rimane da fare qualche ipotesi sul quanto la singola femmina tende a farlo mediamente DI SUO. Poniamo che rispetto al totale delle donne, dai venti ai quaranta il 50% sia sposato o fidanzato -percentuale che tra matrimoni, lutti e zitellaggio arriva a un ragionevole 75% nei vent’anni successivi. consideriamo ex-ante una media di venticinque rapporti sessuali all’anno negli anni che vanno dai dieci ai venti (il campione unisce ragazze di facili e difficili costumi, ricordiamolo) e più o meno la metà dai sessanta ai settanta. il che vuol dire un totale di 375 amplessi. a questi vanno aggiunti i quattro decenni di maggiore attività: una ragazza fidanzata/sposata e una ragazza non, dai venti ai quaranta, hanno più o meno lo stesso numero di rapporti. L’impantofolamento della ragazza in coppia si mischia alla promiscuità estrema della donna con rapporti amorosi corti e frequenti, considera una ragionevole stecca legata al cheating e fa il paio con frigidità, stupro, assenza o presenza di disinvoltura, campionati di calcio, menzogne ed emicranie. Facciamo cento rapporti l’anno per vent’anni? Facciamolo. Totale 2375, a cui vanno sommati i rapporti dai quaranta ai sessanta. Che potremmo stimare in un ordine di grandezza pari ad un terzo, giacchè le donne cresciute dal dopoguerra al baby-boom tendono ad essere maggior preda della morale cattolica di quanto lo siano le ragazze cresciute coi poster di Nick Kamen o Luke Perry, oltre a considerare l’idea che prima o poi il sesso viene a noia e viene sostituito da palliativi a buon mercato tipo Danielle Steel, Incantesimo e Antonella Clerici, e soprattutto che il 25% di signore non sposate tende ad avere una vita sessuale molto più morigerata. Un terzo di duemila, così ci infiliamo pure Satana, è circa 666. Totale: 3041 scopate. Sconto del quindici per cento perchè il mondo reale fa sempre più schifo: 2584. Se vuoi il numero di orgasmi chiedi a loro.

SE UNO SI È MASTURBATO 6 7 VOLTE È UN

peccatore.
O un neofita.
Fino a 23.
Poi si diventa dilettanti e pervertiti.
Da 150 a 2000 si è segaioli e/o persone sgradevoli.
Da 2000 a 10000 è specialità olimpica.
Oltre i 10000 lo potremmo chiamare Saigon.

No, sto scherzando. Naturalmente occorre stabilire un ranking puntuale e preciso che -almeno- tenga conto sia del totale di pippe sia del numero di giorni impiegati per arrivarci. Ottenendo i due dati si può arrivare ad una media giornaliera. Per sommi capi mi verrebbe da giudicare i valori della media (un giudizio basato sull’analisi di diverse persone che conosco, sapendo o ipotizzando la loro media-pippe) come segue:
da 0 a 0,3 (fermo restando che 0 è un valore raggiunto solo da bambini nati morti e categorie del genere): Svogliato rapporto di disistima della propria sessualità.
da 0,3 a 1: tenacia, stima di te stesso, onanismo disinteressato, curiosità sessuale. Miopia.
Da 1 a 2: onanismo teorico, caparbietà, protervia, impegno, molto tempo libero, pochi hobby, poche ragazze, problemi interiori, sessualità eccessiva.
Da 2 in poi: crampi, perversione, eccessive pretese dal proprio corpo, refrattarietà ai rapporti sociali, problemi di interrelazione, cecità, disciplina olimpica etc.

Ed ovviamente anche questo è qualcosa di cui discutere. La varianza, miei cari: raggiungere il 2,7 di media negli anni dai 15 ai 17 è una CAZZATA. Ho conosciuto un tizio che per diversi mesi incrementava il monte-pippe di una dozzina di unità al giorno, e trovava anche la forza per giocare a pallone e quant’altro. Quindi probabilmente il periodo più critico andrebbe archiviato, e piuttosto dovremmo chiamare eroe o uno-di-noi chiunque abbia avuto la perseveranza di metter mano al cobra due volte al giorno per ventidue anni. Un serio esame della personalità onanistica di ognuno di noi, specie se basato su numeri, andrebbe effettuato dopo i 25 anni. Senza contare tutto il mondo delle cross-section, i case-study e tutto quel genere d’immondizia accademica -che nondimeno funziona UN SACCO nel definire gli exploit singoli: sei o sette episodi di masturbazione pubblica sono più che sufficienti a farti finire in gabbia, tanto per dire.

Fermo restando che, insomma, il tuo problema è irrilevante dal punto di vista della prospettiva storica. Tra un anno, mio caro, saranno molte-di-più.

Sorrisino.

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