CERCASUGOOGLE

spiega cose che qualcuno crede vadano spiegate

TROVARE RECORD IN UN RECORD STORE

Il way più safe per trovare records in un record store è quello di prendere familiarità con gli stores della tua town. Una volta entrato dalla door, hai una buona chance di trovare un lot di records esposti -tipo in qualche box di quelli attaccati ai walls, oppure addirittura nello showcase prima di entrare dalla door -magari li riesci a vedere dall’altro side della street. Se invece il tuo problem è quello di trovare un record specifico, probabilmente dovrai acquisire lo skill di conoscere il field op di ogni record store della tua town, per capire quickly in quale store ci sono più chances di trovare l’artist o la band che stai cercando; per essere sicuro ti conviene comunque chiedere al clerk, perchè alle volte la division tra i records è abbastanza messy -il clerk di un record store vive il proprio job come una sorta di mission, e spesso tende a complicare le settings dei shelves perchè il customer sia forced a chedergli help e lui possa dare sfoggio della propria knowledge. Qualsiasi buon music fan acquisisce lo skill di comprendere il record store più suitable in breve time, e si concentra su altri matters, tipo il fatto che alcuni record stores sono più expensive di altri e che i clerk di alcuni sono molto meno kind di quelli di altri.
Ricorda tuttavia che il record store è ancora il place dove devi andare se cerchi la music. Rivolgersi a record stores via web può farti risparmiare money ma è un way come un altro di accelerare la death del music business. Stai careful.

UN CANZONE CHE NON C’È TOTO CUTUGNO

Lady Gaga, Paparazzi (live in Australia).

Toto Cutugno non è nè tra gli autori, nè sul palco, nè dentro il testo, e quasi sicuramente non è nemmeno tra il pubblico. Contento? (su Bastonate)

COME E’ FATTA LA SBORRA ANSWER

Le bustine monouso di sperma Answer, commercializzate nell’ultimo anno da Easy Prole ed annunciatissimo oggetto di culto dell’estate 2010, sono vendute in comodi blister 10×12 cm con foro europeo, e potete trovarle praticamente ovunque. La geniale intuizione di Easy Prole è stata quella di seguire l’onda del rinnovamento del mercato farmaceutico, il quale ormai non è più appannaggio delle farmacie quanto piuttosto della grande distribuzione. Non è infrequente, tra le altre cose, trovare nei supermercati più grandi l’espositore Answer, un gioiellino di plexiglass progettato dal designer Martino Marco Moretti e progettato per ospitare le sei varietà di buste. Nel caso siate stati su un altro pianeta nell’ultimo semestre, le buste di Answer (PVC con interno in alluminio anodizzato) si possono trovare in sei colori. Ovviamente la divisione dipende dal ceppo etnico del donatore di seme, cosa che ha provocato la sua parte di polemiche ed accuse di criptonazismo (dovute soprattutto, immagino, alla scelta di commercializzare la serie limitata Arian F1 in una busta dorata). La risposta della compagnia è stata la linea Roulette Answer, un prodotto di primo prezzo destinato ai discount del quale non è possibile definire le caratteristiche del prodotto -nè il ceppo etnico del donatore nè il fatto che il prodotto all’interno sia o meno infetto.
La foto l’ho presa qui, la chiave di ricerca ad Emiliano.

MA BOCELLI CI VEDE?

Non credo.
(su Bastonate)

DOVE POSSO TROVARE FILM PER CANI

Qualche tempo fa un magnate dell’edilizia con l’ossessione per i suoi setter aveva provato a fondare una catena di videonoleggi per cani chiamata Dogbuster. Era incredibile, ne avevano aperto uno poco lontano da casa mia e ci sono stato un paio di volte. Era la copia esatta di Blockbuster, con questi documentari folli di gente che portava a spasso il labrador in ogni luogo sulla terra e le scatolette del Ciappi al posto dei marshmallow e i guinzagli di tendenza al posto del Guitar Hero. Purtroppo, per motivi a me ignoti, Dogbuster non ha avuto molto successo ed è stata chiusa. Nel videonoleggio vicino a casa mia ora ha aperto lo studio un tatuatore di lontre. Un tipo simpatico, anche se credo abbia qualche problema con l’alcool.

LUCI MAY RELIGION REM ASCOLTO GRATIS

Se siete blogger probabilmente avete gusti musicali finto-ricercati, e molto probabilmente i REM sono il vostro gruppo preferito. O sicuramente nella top five dei vostri gruppi preferiti, che possiamo trovare nel secondo post del vostro blog (nel primo post in genere spiegate perchè avete deciso di aprirlo, il blog). Una tag di ricerca come quella che dà il titolo a questo post –altrettanto probabilmente- vi fa ridere come capre, di quell’ilarità perversa da primi della classe dell’indie rock. E naturalmente, con tutta la vostra omniscienza, non sapete che esiste il bootleg di una versione unplugged di Losing My Religion suonata dai REM al gran completo alla festa per il trentasettesimo compleanno di una loro collaboratrice di nome Lucy May Pizzocheri (sette pezzi, Bill Berry suona una batteria fatta di pentole e terrine). E che per l’occasione Michael Stipe cambiò qualche parola del testo, una di quelle mattate che si bulla di fare di tanto in tanto nella sua cerchia di amici più ristretti. Ne uscì fuori una versione grottesca e piuttosto dinamica, chiamata nel bootleg Luci May Religion e pubblicata in cassetta su un canale semiufficiale (con il typo Luci in bella mostra). Tra l’altro del bootleg è sparito il master originale, e della cassetta vengono tuttora venduti i pezzi originali a prezzi spropositati (artwork di HR Giger, note interne di Victor Hugo). Altro che ascolto gratis. In tempi non sospetti però sono riuscito a rubarne una copia, e devo ammettere che nel suo grottesco la versione è toccante ed intensa, una specie di In an Aeroplane Over the Sea antelitteram. Anche se continuo a preferire Disturbance at the Pizzocheri House (che dà il titolo al bootleg) o Radio Free Lucy, eseguita alla fine con Berry che rompe tutte le porcellane sul finale. Grazie a Dis0rder per la chiave.

LE RETTE PARALLELE SI INCONTRANO QUANDO NON GLIENE FREGA PIÙ UN CAZZO

La matematica d’utilizzo è una branca della matematica che, paradossalmente, promana dall’economia industriale.  Su di essa sono state basate alcune teorie e/o speculazioni per le quali il mondo non ci avrà in gloria. Ideata dal francese Haricot Calbert durante il suo soggiorno a Cambridge (circa 1936), è una sorta di teoria della gestione del margine di errore all’interno di aree di studio non coperte da una disciplina specifica e rielaborate per gestire parametri reali (tipo tutti quegli scoppiati che si sono messi a far teorie economiche che spiegassero la crisi del ’29). È difficile da spiegarla, soprattutto per uno che ha smesso di capirci qualcosa in seconda liceo; comunque il punto fondamentale è gestire i parametri di rischio in una situazione di incertezza. È stata ributtata dentro a una serie di avveniristiche applicazioni in fisica nucleare, e si dice abbia portato benefici indiscussi alla vita di tutti i giorni. Uno dei più celebri usi della teoria (se parliamo di pop) è stato tutta quella storia della pallottola magica nell’omicidio di John Kennedy. Per quanto riguarda la chiave di ricerca in sé, comunque, verso la fine degli anni novanta uscì uno di quei volumetti da edicola della serie Matematica per tutti, a cura di Massimo Alfreddo (un iconoclasta che viene spesso ricordato per certe tirate anti-cattoliche, tipo un Piergiorgio Odifreddi antelitteram) che illustrava la matematica di utilizzo tramite dieci postulati di base, uno dei quali era appunto le rette parallele si incontrano quando non gliene frega più un cazzo. Un altro molto celebre è finchè continuerete a costruir quadrati sull’ipotenusa, Pitagora non potrà riposare in pace, brillante arringa sulla sostanziale inutilità dell’algebra ai tempi dello strapotere di Bill Gates.

thanks to Violetta.